Roma, 5 apr. (AdnKronos Salute) - Troppi esami e analisi inutili sui bimbi italiani. Test che fanno sprecare tempo e denaro, oltre a procurare uno stress del tutto evitabile per i genitori, ma soprattutto per il bambino. Lo sostengono gli esperti dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma che dedicano il nuovo numero di 'A scuola di salute' - magazine digitale a cura dell’Istituto per la Salute del Bambino e dell’Adolescente - proprio agli esami più comuni e a quelli veramente utili, rispondendo a domande comuni quali: cos’è un emocromo? A cosa serve? Come si raccolgono i campioni delle urine? Come si fa a capire se il bambino ha un’infezione grave o un’anemia? Esistono dei test che vanno effettuati prima dei vaccini?
"Spesso si è convinti - spiegano gli esperti del Bambino Gesù - che gli esami possano essere uno strumento imprescindibile per fare delle diagnosi precise. Oppure crediamo che sia fondamentale eseguire periodicamente degli esami del sangue per verificare che un bambino in condizioni di salute apparentemente buone non nasconda qualche problema". Invece non è così: "Gli esami del sangue dovrebbero essere sempre prescritti in base all’osservazione clinica, e sono le condizioni cliniche che devono guidare il medico all’interpretazione dei risultati".
Nel numero del magazine vengono quindi descritti e 'spiegati' in modo dettagliato i principali e più comuni esami, quali emocromo, transaminasi, Pcr e Pct, colesterolo e trigliceridi, esame delle urine, i test per le allergie. Quanto a eventuali esami prima di fare dei vaccini, gli esperti avvertono: "Prima di eseguire le vaccinazioni di routine non è necessario effettuare alcun esame diagnostico".
Non esistono infatti al momento test capaci di prevenire il rischio di reazioni avverse, per cui "l’esecuzione di esami di laboratorio per individuare persone a rischio di sviluppare effetti collaterali da vaccini è inutile". Solo in casi molto particolari, che vengono gestiti in ospedale, possono essere utili test allergologici preliminari per scongiurare reazioni allergiche gravi, che sono comunque "rarissime", chiariscono.