Roma, 15 lug. (AdnKronos Salute) - Dalla camicia da notte al deodorante, dal pettine agli slip. E' il contenuto del kit di prima necessità per chi non ha programmato il ricovero o arriva al pronto soccorso, vive in condizioni di fragilità e ha bisogno di generi o prodotti per affrontare una degenza ospedaliera non programmata. E' il progetto ‘Kit care con amore' di Salvamamme e dell’azienda ospedaliero San Camillo-Forlanini presentato oggi a Roma. Nell’immediato saranno consegnati al San Camillo, dall’associazione Salvamamme, 390 kit estivi divisi per tipologia e funzionalità a disposizione del pronto soccorso la cui gestione sarà affidata all’Urp dell’ospedale.
Il progetto prevede diverse tipologie di aiuto: c’è il kit care 24, pensato per le donne anziane che si ricoverano e sono in estrema difficoltà socioeconomica; il 'kit care cicogna' e 'kit care bimbi' che sono forniture predisposte per bambini appena nati e per i piccoli ricoverati per diverse patologie; il 'kit care valigia di salvataggio' per le donne vittime di violenza, con dentro pantofole, camicia da notte e prodotti per l’igiene persone; il 'kit care back home' per una dignitosa dimissione, che contiene vestiario per chi non può tornare in possesso del proprio per vari motivi. In totale, poi, saranno 1000 i 'kit care 24', 250 i 'kit care valigia' di salvataggio e 600 gli altri.
“Sono stato chiamato a lavorare qui al S.Camillo perché la sanità in cambiamento risponda sempre alle esigenze delle persone - ha spiegato Fabrizio d’Alba, direttore generale del San Camillo-Forlanini - e questa iniziativa va in quella direzione. Spesso il pronto soccorso porta critiche alle aziende sanitarie, ma è il luogo dove si esprime meglio l’universalismo del Ssn. A volte lascia indietro l’attenzione alle persone e si può perdere il rapporto tra medico e paziente - osserva il Dg - Una persona che arriva al pronto soccorso se deve metterci anche la preoccupazione di non avere i beni di prima necessità ha un ulteriore disagio, questo progetto serve a ridurlo e ad aiutare le persone in un momento di difficoltà".
"Il fatto che ad un anziano ricoverato manchino le sue piccole cose lo farà stare ancora più male e si sentirà spaesato - ricorda Maria Grazia Passeri, presidente di Salvamamme - Noi in questi kit diamo un piccolo aiuto a queste persone. E' grande il numero degli anziani privi dell’indispensabile, magari perché pensionati al minimo o perché incapaci di organizzarsi. Il nostro è un momento di accoglienza nei confronti di persone che versano in una condizione di difficoltà".
L’iniziativa di Salvamamme è resa possibile grazie al sostegno di Angeli in moto, dell’associazione Soroptimist International, che si occupa da tempo del progetto Valigia di salvataggio, e Unilever. "Iniziative come questa vanno nel solco dell’umanizzazione delle cure e sopratutto dei pronto soccorso - sottolinea Alessio D’Amato, assessore alla Sanità e integrazione della Regione Lazio - ci sono luoghi dello Stato che negli anni sono regrediti, i pronto soccorso no. E di questo va dato atto agli operatori che ci lavorano. Voglio ringraziare quindi tutte le associazioni che hanno contribuito al progetto".