Milano, 5 lug. (AdnKronos Salute) - Migliorare le cure alle donne colpite da un cancro al seno prima, durante e dopo le terapie mediche, accompagnandole passo passo per aiutarle a vincere la loro battaglia e ricominciare a vivere. Definire un nuovo modello di assistenza, un approccio che ruoti attorno alla persona invece che alla malattia, è l'obiettivo della maxi-alleanza stretta fra 5 ospedali lombardi per "il primo studio multicentrico sulla misurazione della qualità di vita e il miglioramento della presa in carico delle pazienti". Lo annunciano l'Istituto europeo di oncologia e l'Istituto nazionale tumori di Milano, il Policlinico San Matteo di Pavia e le Asst di Cremona e dei Sette Laghi. Tre Irccs e 2 aziende socio sanitarie territoriali, insieme per una missione ambiziosa sostenuta dalla Regione.
Aderendo alla ricerca, le donne in trattamento per un tumore al seno in una delle 5 strutture potranno contribuire al progetto a vantaggio delle future pazienti, beneficiando in prima persona del nuovo modello testato e validato nel corso dello studio. "Si cercano complessivamente 1.600 donne candidate a un intervento chirurgico per carcinoma infiltrante o in situ della mammella, pronte ad aderire a un programma di accompagnamento dopo la dimissione - spiegano i centri promotori - Le pazienti saranno seguite per almeno 2 anni durante tutti i trattamenti previsti nei loro piani di cura, per avere un riscontro misurabile sui risultati di salute nel tempo, sulla qualità e sulla sostenibilità dei servizi sanitari e assistenziali".
"Periodicamente verranno contattate da una figura specializzata (un'infermiera, una psicologa o un case manager) che le accompagnerà nel periodo post-intervento per valutare la qualità di vita, sia funzionale sia psicologica, le eventuali complicanze, l'influenza delle cure sulla sfera lavorativa, sociale e famigliare, le spese sostenute per visite, esami, farmaci e per gli spostamenti necessari ad accedere alle prestazioni sanitarie".
"Questo set di dati preziosi, fino ad oggi mai analizzati in modo così esteso e ampio - precisano - verrà raccolto già al momento del pre-ricovero, oltreché durante tutti i successivi accessi al centro di cura (ricovero e visite successive), mediante questionari da compilare a scadenze definite e contatti telefonici da parte di personale specializzato autorizzato". Lo studio parte da un'idea dell'Ieo, che la Regione Lombardia ha supportato favorendo la nascita del gruppo di 5 centri e che continuerà a sostenere valorizzandolo anche attraverso la Rete oncologica lombarda, si legge in una nota congiunta degli attori coinvolti. La filosofia alla base è coniugare efficienza, efficacia, qualità, sicurezza e sostenibilità economica, per il bene dei pazienti e del sistema.
"Oggi il tumore del seno ha percentuali di guaribilità intorno all'80-85%, con picchi del 90-95% se la diagnosi è molto precoce, quando il tumore non è ancora palpabile - ricorda Paolo Veronesi, direttore del Programma Senologia Ieo - Siamo felici di questi risultati, ottenuti grazie alla ricerca e alla partecipazione delle donne che aderiscono ai programmi di screening. Siamo però consapevoli che la cura non finisce con l'intervento chirurgico o con la visita che stabilisce le terapie successive e il necessario follow-up. Una volta rimosso il tumore, il rapporto medio-paziente dovrebbe svilupparsi e arricchirsi, e non certo esaurirsi come purtroppo oggi avviene molto spesso. Troppe pazienti si lamentano di essere lasciate sole una volta uscite dall'ospedale, per questo abbiamo accolto con entusiasmo l'idea di coordinare il progetto" che ha come "bussola non solo l'efficacia oncologica dei trattamenti, ma anche la qualità di vita della donna".
"Il progetto - afferma il coordinatore Massimo Monturano, responsabile Area Medicina del valore e Rischio clinico Ieo - si basa sui principi della Medicina del valore, un approccio molto innovativo nato alla Harvard Business School, che Ieo ha iniziato ad applicare da qualche anno all'analisi delle proprie attività partendo proprio dalle patologie oncologiche ad alta incidenza nella popolazione. Si tratta di passare dalla logica delle prestazioni e dei volumi di attività a quella dei concreti risultati di salute per il paziente, confrontati con le implicazioni sociali ed economiche (costi diretti e indiretti) sostenute per raggiungere tali risultati".
"In quadro di risorse limitate - riflette l'esperto - si crea valore quando si fa qualcosa che migliora i risultati (clinici, funzionali, psicologici, nonché legati alla gestione del tempo) per il paziente e la sua famiglia, riducendo o eliminando ciò che produce benefici scarsi o nulli. Pur essendo un concetto relativamente semplice da comprendere", ancora "mancano evidenze oggettive raccolte e misurate in modo rigoroso su ampie casistiche, utili per un'attuazione pratica dei modelli teorici". La speranza alla base dello studio, conclude dunque la nota, è che "la definizione del rapporto costo-efficacia del percorso di cura delle pazienti con tumore della mammella mediante l'approccio della Medicina del valore" permetta di "creare di un modello a valenza regionale, in grado di predire al momento della diagnosi i risultati clinici e funzionali" attesi, con la "conseguente possibilità di creare percorsi di cura omogenei in rela­zione a diversi profili di rischio e alle relative implicazioni economiche per paziente, famiglia e sistema sanitario regionale".