20/07/2009

Che cos'è la prostatite?

Reni e vie urinarie

La Prostatite è una malattia della Prostata, caratterizzata da gravi sintomi urinari, tipici dell'infiammazione o dell'infezione della Ghiandola Prostatica, che colpisce circa il 38% degli uomini sessualmente attivi.

Da molti é stata soprannominata il "Serbatoio delle Infezioni", ma questa patologia così invalidante per gli uomini, purtroppo non trova molte spiegazioni nella letteratura scientifica.

Molti pazienti affetti da questa fastidiosa ed invalidante malattia, che non è altro che una infiammazione, seguita molte volte da una infezione della Ghiandola Prostatica, vengono trattati come "malati immaginari" o addirittura devono convivere con tale patologia.

Così non è: esistono, infatti, diverse terapie per la cura della prostatite e norme per la prevenzione della prostatite stessa.

La Prostatite può presentarsi in forma Batterica o non Batterica, Acuta o Cronica

La Prostatite Batterica Acuta è solitamente una malattia febbrile ad insorgenza rapida, caratterizzata da gravi sintomi urinari, in cui la ghiandola in questione all'esplorazione rettale, si presenta gonfia, ingrandita e dolente.

La Prostatite Batterica Cronica, invece, è caratterizzata da Infezioni Batteriche persistenti e ricorrenti, causate da Batteri, Funghi e Virus, che, nonostante aver eseguito diversi e ripetuti Cicli di Terapia Antibiotica, non viene debellata definitivamente.

Tali Pazienti, presentano in genere una trafelata e lunga storia di sintomi irritativi, associati a disturbi minzionali sorti quasi improvvisamente.

Si può dire comunque, che la Prostatite è una malattia causata, quasi sempre, da agenti microbici che siano o meno evidenziabili con gli esami di Laboratorio.

 

Sintomi della prostatite

 

La Sintomatologia della prostatite è costituita principalmente da:

  • Dolore sovrapubico;
  • Fastidio Testicolare, omolaterale o bilaterale;
  • Diminuzione del desiderio sessuale;
  • Leggera perdita dell'erezione;
  • Dolore perineale, avvertibile tra la regione Scrotale ed Anale;
  • Eiaculazione precoce;
  • Fastidio o dolore durante o dopo l'Eiaculazione;
  • Eiaculazione diminuita di intensità e di quantità;
  • Dolore acuto e bruciore sulla punta del pene;
  • Possibile Eiaculazione con tracce di Sangue (emospermia);
  • Esitazione e difficoltà nell'urinare;
  • Aumento della frequenza urinaria;
  • Sgocciolio Terminale;
  • Sensazione di svuotamento urinario incompleto;
     

Parliamo ora attentamente della Sintomatologia della Patologia della prostata, che possiamo dividere in 4 categorie:

  • Sintomi Dolorosi;
  • Sintomi della Sfera Sessuale;
  • Sintomi urinari;
  • Sintomi della Sfera Riproduttiva.

Sintomi dolorosi:
Sono quelli che il Paziente avverte con più facilità e sono inconfondibili per porre diagnosi di Prostatite. Questi si fanno più evidenti al cambiare delle stagioni e sono:

  • Dolenzia Testicolare bilaterale o monolaterale;
  • Senso di fastidio e di pesantezza nella zona del Perineo (area che và dai Testicoli all’ano);
  • Dolore  inguinale bilaterale, come sensazione di slip stretti;
  • Sensazione di pesantezza nell’Ano, desiderio di defecare, ma senza  evacuazione.
  • Dolore acuto e bruciore sulla punta del Pene, durante e dopo l’eiaculazione.
  • Dolenzia sovrapubica, a livello della vescica, con sensazione costante di svuotamento urinario incompleto.

Sintomi della sfera sessuale:
I sintomi che verranno elencati di seguito, di solito si evidenziano nei pazienti affetti da Prostatite Cronica, che da molti anni sono affetti da questa patologia e che presentano ripetute recidive. Inoltre presentano, visto il perdurare della malattia, problematiche psicologiche importanti quali, l’ansia prestazionale:

  • Calo del desiderio sessuale;
  • Leggero calo dell’erezione;
  • Presenza di emospermia, tracce di sangue nello sperma (presenza di calcoli nei dotti eiaculatori, visibili attraverso esecuzione di Ecografia Vescico-Prostatica TransRettale);
  • Eiaculazione Precoce (solitamente causata dalla presenza di microcalcificazioni a livello del Veru Montanu, ed in zona Para-Uretrale, visibili e diagnosticabili, attraverso l’esecuzione dell’Ecografia-Vescico-Prostatica Trans Rettale).

Sintomi urinari:
I sintomi urinari che verranno menzionati qui di seguito si possono verificare sia  nel paziente affetto da Ipertrofia Prostatica Benigna che da Prostatite per iperattività del muscolo detrusoriale.

Ciò che li differenzia e che ci indirizza per porre diagnosi differenziale è il tempo di insorgenza, tardiva per l’Ipertrofia Prostatica, veloce per la Prostatite.

Inoltre, mentre per l’Ipertrofia Prostatica, rappresenta una patologia di origine ostruttiva, per la Prostatite, invece, trattasi di origine flogistica / infettiva.

Una situazione di origine ostruttiva, comunque, si può trovare anche nei pazienti giovani, in quanto possono mostrare, su base flogistica o congenita, una rigidità del collo vescicale, detta Sclerosi del Collo Vescicale.

  • Esitazione all’atto della minzione;
  • Minzioni imperiose e frequenti, con emissioni di poca Urina, pollachiuria;
  • Sgocciolio Terminale;
  • Minzioni notturne, nicturia;
  • Diminuzione della potenza del getto urinario;
  • Sensazione di svuotamento urinario incompleto.

 

Diagnosi della prostatite

 

La Visita Urologica per i pazienti affetti da Prostatite, si svolgerà secondo il seguente schema:

  • Anamnesi accurata del Paziente, con massima attenzione ai sintomi che riferisce;
  • Visita Generale;
  • Visita Urologica, con Esplorazione Digito-Rettale (palpazione della ghiandola prostatica);
  • Ecografia Vescico – Prostatica Trans-Rettale, con relativo studio dinamico della minzione, associata all’Uroflussometria, il tutto eseguito con apparecchi ecografici e sonde biplane di ultima generazione studiando in particolar modo: volume della Ghiandola, Profilo Capsulare, presenza o meno di aree di fibrocalcificazione, visione dei dotti eiaculatori, loro decorso, regolarità del pavimento vescicale, eventuale presenza di sclerosi del collo vescicale e visione uretra prostatica;
  • Valutazione del Residuo Urinario Post-Minzionale;
  • Richiesta Esami Specialistici di Laboratorio, dosaggio nel liquido seminale dell’interleuchina IL-8, con Tecnica Normale o PCR;
  • Richiesta Esami Specialistici, Test di Meares-Stamey, dosaggio del P.S.A., Totale, Libero / Rapporto, ed inoltre richiesta Tamponi Uretrali, con relative colture ed Antibiogramma (ABG), dopo Massaggio Prostatico, Spermiocoltura con ABG, Coltura del Secreto Prostatico, con ABG, ed altro, esame urine I° getto, con Urinoc. ed Antibiogramma;
  • In presenza di sintomi della Sfera Sessuale, richiesta dosaggio degli Ormoni Sessuali, Testosterone totale, libero, Deha, Dehas, Lh, Fsh, Prolattina. 

Terapie e cure per la prostatite

Consiste, sotto guida ecografica, mediante infiltrazione, previa anestesia locale (puntura locale) del pavimento pelvico, nel portare attraverso via transperineale all'interno del Tessuto Prostatico e principalmente nelle aree di infiammazione o di eventuali fibrocalcificazioni, un forte anti-flogistico, come il Cortisone, associato ad un preparato misto di Antibiotici (in base al risultato dell'antibiogramma eseguito) affinchè venga debellata sia l'infezione che l'infiammazione del Tessuto Prostatico.

Si prevedono di norma n. 3 / 4 infiltrazioni per via transperineale a distanza di circa 7 - 10 giorni l'una dall'altra anche se la sintomatologia dovesse scemare di intensità, di solito già dopo aver eseguito la 2° infiltrazione.

Si deve calcolare che la carica antibiotica somministrata per via infiltrativa all'interno del tessuto prostatico risulta circa 2.000 volte superiore a quella assunta per via sistemica dando inoltre meno disturbi generali.

 

Pazienti affetti da prostatite Cronica Abatterica (dolore pelvico cronico):
Appartengono a questa categoria i Pazienti che presentano disturbi del pavimento pelvico, con relativi spasmi della muscolatura (muscoli elevatori dell’ano).

Rappresentano la categoria più bassa come numero di Pazienti ed incidenza: l’alterazione fisiopatologia comune viene causata da un ipertono volontario o da un mancato rilasciamento dei muscoli del pavimento pelvico.

Tale situazione può alterare sia la fase del riempimento vescicale che quella relativa allo svuotamento vescicale (ipertono o mancato rilasciamento dello sfintere uretrale esterno), inibizione del riflesso della minzione ed in fase minzionale si potrà avere un flusso ridotto.

Tale situazione è verificabile all’esame obiettivo del paziente e precisamente nel corso dell’esplorazione-digito-rettale; lateralmente, si apprezzerà un ipertono dei muscoli elevatori dell’ano ed alla digito-pressione il paziente, di conseguenza, avvertirà un dolore molto intenso ma solamente da un lato.

I punti di tali muscoli che alla digito pressione scatenano un forte dolore anche nelle zone contigue, ad esempio nell’ano, vengono denominati Trigger Points.

In questa Sindrome sono varie le forme di trattamento:

  • Stile di vita e Alimentazione corretta (vedi link dieta e stile di vita);
  • Terapia farmacologia, basata su miorilassanti, antidolorifici, antidepressivi non ipnotici, alfa-litici;
  • Riabilitazione del piano perineale e rilasciamento del pavimento pelvico;
  • Terapia manuale (massaggio di Thiele) e conoscenza del protocollo di Stanford con rilasciamento e desensibilizzazione dei trigger point;
  • Elettrostimolazione e neuromodulazioni non invasive;
  • L’agopuntura;
  • Iniezioni di tossina botulinica nei muscoli coinvolti;
  • Impianto di un neuromodulatore sacrale.

Cure

Per quanto riguarda le cure relative alla Prostatite Cronica batterica o abatterica bisognerà valutare, dopo un’accurata anamnesi con visita ed espletamento dei relativi esami microbiologici e diagnostici, lo stadio della patologia.

Prostatite Batterica Acuta 

Il Paziente in questo caso accusa una sintomatologia caratterizzata per qualche giorno da febbre elevata, brividi, dolore perineale, scrotale, lombalgie, minzioni imperiose, dolorose e continue.

Denominata Terapia Medica di 2° scelta perché, come appare dalla letteratura scientifica, la Ghiandola Prostatica durante la malattia cerca e riesce ad inglobare l'infezione in una cintura polisaccarida, il più delle volte impenetrabile dagli Antibiotici somministrati, sia per via orale che intramuscolare.

Inoltre quando si verifica una ostruzione dei dotti eiaculatori, causata da calcoli o una ostruzione degli Acini Ghiandolari, all'interno di questi, si ritrovano sempre Batteri non raggiungibili dagli Antibiotici, assunti per via generale che formano col passare del tempo veri e propri nidi di infezione, provocando episodi ricorrenti di Prostatite.

Dopo aver eseguito la relativa visita urologica con esplorazione rettale, per palpare e valutare lo stato del parenchima della ghiandola prostatica, che nella maggior parte delle volte, si sentirà calda, soffice e molto dolente alla palpazione, si richiederanno gli esami microbiologici ed esami diagnostici.

Individuato l’agente infettante si procederà, in base all’antibiogramma richiesto, a prescrivere la molecola farmacologica antibiotica più idonea per debellare l’infezione, per un ciclo di almeno 15 giorni (con preferenza verso i Chinolonici) che da ultimi studi si è visto che riescono, anche se con molta fatica, a superare la capsula prostatica con alta penetrabilità della ghiandola prostatica (levofloxacina e ciprofloxacina) come specificato nella rivista internazionale (international Journal of Antimicrobial Agents, August 2008), a seguire con la classe dei Sulfamidi e Macrolidi.

Inoltre sono solito associare un farmaco della classe alfa-litico in modo di aiutare il Paziente nella minzione (completo svuotamento vescicale) ed un cortisonico. I farmaci alfa-litici potrebbero dare temporaneamente una eiaculazione retrograda. Si potranno somministrare anche dei decongestionanti di origine naturale (vedere link relativo alla dieta)

La prostatite acuta risulterà debellata, dal punto di vista infiammatorio, se il dosaggio dell’interleuchina 8, nel liquido seminale, avrà valori nella norma(31,2 pg/mL in relazione al Kit utilizzato).

Prostatite Batterica Cronica:
In questo stadio purtroppo si trovano molti pazienti che presentano una vera e propria infezione della ghiandola prostatica e delle vescicole seminali.

Da vari studi si evidenzia che i batteri nella maggior parte responsabili sono : Escherichia Coli (gram-negativo), Enterococcus faecalis (gram-positivo), Staphylococcus epidermidis (gram-positivo).

Si possono, però,  anche trovare: Ureaplasma urealyticum, Chlamidia trachomatis e Micoplasmi. In questi soggetti inoltre come già detto nelle pagine precedenti, si valuterà nel liquido seminale il dosaggio dell’interleuchina 8, che risultando molto elevato confermerà la patologia.

Dopo aver fatto eseguire al paziente i vari esami microbiologici mirati ed individuato dunque l’agente batterico o gli agenti batterici, il ciclo terapeutico a base di antibiotici, dovrà avere una durata molto più lunga intorno ai 30 gg. associato anche in questo caso, con farmaci alfa-litici, antibiotici, antiinfiammatori locali, prodotti multivitaminici orali, fermenti lattici e decongestionanti della ghiandola prostatica di origine naturale quali :

  • L’Estratto di Cranwberry ;
  • La Serenoa repens ;
  • L’Uva Ursina ;
  • La Vitamina E ;
  • La Vitamina D ;
  • La Vitamina C ;
  • Lo Zinco ed il Selenio ;
  • Il Tè Verde;
  • Il Licopene.

Logicamente dopo vari cicli di terapie antibiotiche e varie ricadute accompagnate da sintomatologia caratterizzata da dolore pelvico, disturbi minzionali importanti, disturbi della sfera sessuale, stato di ansia con iniziale depressione, si procedera’ ad attuare una terapia piu’ invasiva consistente nell’infiltrazione prostatica eco-guidata.

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