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28-11-2013

a che serve la psicoterapia ?

Salve,vorrei chiedere un vostro parere su una situazione per me molto problematica che si sta verificando attualmente.Ho 53 anni e per psicopatologie e somatizzazioni che mi accompagnano dall'infanzia,sono seguita da 5 anni da uno psicoterapeuta.Ho vissuto un'infanzia molto infelice e subito abusi in ambito genitoriale.Dopo 3 anni di psicoterapia tutto questo è riemerso dalla rimozione. Ma,ovviamente ci sono strascichi di problematiche,ad esempio la mia avversione per il sesso coniugale, che ancora non mi sento di affrontare tutte in una volta, ma con i tempi giusti (e lunghi) .Il mio psicoterapeuta ritiene giusto fare così. Purtroppo da un paio di mesi stiamo seguendo con mio marito,per un suo problema di ludopatia, anche una terapia di coppia.Ovviamente questo secondo terapeuta non fa che parlare di sesso tra i coniugi, se lo facciamo, perchè si e perchè no;come se al mondo e nella coppia non esistessero altre questioni da trattare oltra all'accoppiamento.. Questo terapeuta sa che da anni seguo una psicoterapia ma, ovviamernte ,a lui non ho parlato degli abusi,come anche per ora non intendo parlarne a mio marito.Allora il mio psichiatra,vedendomi molto preoccupata dalla situazione, ha scritto una lettera a quello della terapia di coppia,chiedendoli una certa delecatezza nell'affrontare certi argomenti,senza andare troppo a fondo dei dettagli. Ma,con mia grande sorpresa quando gli ho consegnato la lettera ha detto che o accetta la lettera e una volta a conoscenze di certe problematiche avrebbe assolutamente dovuto parlarne anche con mio marito durante le sedute di terapia di coppia,oppure ,se non voglio che per ora mio marito sappia,lui non accetta neanche la lettera e continuerà le sue usuali sedute, a mio dire monotematiche:il sesso. Per finire la mia lunga missiva: mi ha ridato senza leggerla la lettera del mio psicoterapeuta e mi ha chiesto il suo numero di telefono,eventualmente per telefonargli. Ma come è possibile non avere un minimo di pietà nel trattare così insistemente argomenti che per me sono solo un'induzione a subire ancora abusi da una figura,mio marito, che avverto quasi come figura genitoriale?Forse sarebbe il caso che per ora non andassi più alla terapia di coppia?grazie infinite
Risposta di:
Dr. Vittorio Tripeni
Specialista in Psicologia e Psicoterapia
Risposta

 Gentile signora, la ringrazio per aver condiviso una legittima domanda a fronte della sua sofferenza.

Da parte mia, tentando di entrare il più possibile in sintonia con il suo disagio, vorrei trasformarla in questo modo, dando voce a suo sentirsi non riconosciuta adeguatamente: a che serve la psicoterapia?

Secondo me, il primo obiettivo di un intervento terapeutico dovrebbe essere quello relativo alla salvaguardia della integrità bio-psico-sociale di una persona. Innanzitutto non nuocere.

Per questo motivo, sembrerebbe del tutto lecito da parte sua legittimare il suo desiderio di interrompere la terapia di coppia. Soprattutto nel caso in cui il terapeuta non abbia intenzione di aggiornare il suo punto di vista professionale e modificare il suo progetto di intervento (compresa la modalità di approccio) che non può trascurare la sua attuale, legittima e sacrosanta esigenza, di sentire tutelata (fino a quando lei ne sentirà il bisogno) quella parte "segreta" di sè.

TAG: Psicologia | Salute mentale | Terapie
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