Gli attacchi di panico sono un sintomo di ansia. In genere arrivano improvvisi, durano pochi istanti o qualche minuto. Sono inaspettati e chi ne soffre ha difficoltà a rintracciarne le cause dirette. Chi soffre di attacchi di panico generalmente ha una tendenza all’ansia rintracciabile nella sua storia personale e familiare. A volte si può riscontrare una familiarità, altre persone in famiglia erano ansiose o depresse. Spesso l’ansia e i sintomi d’ansia sono connessi ad umore basso e/o depressione.

Inoltre, influiscono sugli attacchi di panico anche fattori psico-sociali (per esempio il terremoto) o socio-economici (la crisi economica, problemi sul lavoro). Quindi, questo disturbo è assolutamente da considerarsi multifattoriale nelle sue cause.

Il lavoro da fare in psicoterapia è duplice. Dapprima un lavoro di tipo comportamentale: collegare pian piano ogni attacco alle sue dirette cause e imparare a gestire questi attacchi sempre meglio fino a prevenirli. In genere in questa prima fase c’è un subitaneo miglioramento dei sintomi per poi averne un riaffiorare in seguito.

Successivamente è necessario rintracciare le cause più profonde di questa tendenza all’ansia ripercorrendo la propria storia e quella del proprio nucleo familiare. Spesso le persone hanno anche necessità di individuare le cause ansiogene anche nella loro vita attuale e risolverle o accettarle laddove fossero irrisolvibili.

Laddove gli attacchi di panico fossero divenuti castranti per la vita della persona (a volte le persone arrivano a non uscire più di casa, a non poter lavorare, a non potersi recare in psicoterapia) è necessario l’ausilio iniziale di farmaci ansiolitici e a volte antidepressivi, al fine di alleviare i sintomi permettendo così alla persona di poterne affrontare le cause.