17-05-2007

leucemia mieloide acuta

Egr. Dottore, a mia mamma è stata diagnosticata, nel sett. 2006, la leucemia mieloide acuta (ha compiuto 53 anni). Suo fratello è un HLA-identico, ma purtroppo affetto da epatite. I medici di Pavia ritengono che sia preferibile, in ogni caso, eseguire il trapianto con mio zio piuttosto che con un donatore non consanguineo. Preciso che è andata in remissione già con il primo ciclo, ha avuto una recidiva ad aprile 2007 e che, attualmente, dopo il primo ciclo di induzione è nuovamente in remissione. Le chiedo quindi, tenuto conto del fatto che comunque il pericolo del rigetto esiste anche nel caso di HLA identico consanguineo e che il rigetto solitamente ha ad oggetto il fegato o la milza, non è troppo pericoloso fare il trapianto con mio zio piuttosto che con un donatore sano non consanguineo identico? La ringrazio, sin da ora, per la Sua cortesia e porgo distinti saluti.
Redazione Paginemediche
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Redazione Paginemediche
Risposta
Gentile signora, i rischi del trapianto sono sicuramente elevati ma, data la recidiva, non credo ci siano alternative.
TAG: Ematologia
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