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28-09-2018

Ragadi anali

Salve a tutti,

é da ormai un mese che sto rivivendo un problema di ragadi abbastanza serio e, quel che é peggio, estremamente limitante. Già dagli inizi di quest'estate ho accusato dei disturbi non proprio blandi, che sono riuscita comunque a contenere e ridurre sempre nel giro di una settimana o poco più. Questo genere di disturbo non mi é difatti nuovo, già nel 2007, all'età di 7 anni, ho subito l'avvento di questo problema in seguito ad un' evacuazione. In quell'occasione mi é bastato regolare la dieta e bere più acqua per far scomparire i forti dolori e permettere alle ferite di cicatrizzare. Successivamente, nell'estate del  2012, il disturbo si é ripresentato con la stessa intensità e questa volta è perdurato per oltre tre mesi.

Agli inizi del settembre dello stesso anno, ho cominciato a fare uso della crema Proctosoll e ora dell'appuntamento prenotato dal proctologo, le ferite si erano già quasi completamente richiuse, pertanto pur avendomi diagnosticato due ragadi interne da ambi i lati e consigliato una cura alla nitroglicerina, non ho sentito la necessità di farla, essendo il disagio effettivamente scomparso e volendo evitare ricadute. Quest'estate tuttavia, il problema é ricomparso con un lento, progredito aggravarsi, nonostante i miei sforzi per curarlo medicamente, e a poco stanno servendo le creme fin ora utilizzate (Proctosoll, Antrolin). Avendo vissuto comunque tra una ricomparsa del disturbo e un'altra, eventi di fastidio sempre nella stessa regione e sempre per la medesima causa, sono abituata a seguire una dieta sobria, ricca di fibre, ad evitare alcool e cibi fortemente speziati o piccanti e a bere molta acqua. In bagno pertanto non riscontro sanguinamenti, né tantomeno dolore al momento stesso dell'evacuazione. Quest'ultimo si presenta invece la sera tardi, tassativo, dura circa due, tre ore e poi svanisce.

Per il resto, nel corso della giornata, faccio molta fatica a muovermi e camminare normalmente. A parte l'ora del pranzo, ho rinunciato a sedermi, prediligendo una posizione sdraiata, supina o sul fianco. Le ferite stavolta però non accennano a passare e il mio grande timore é che queste, essendo sempre le stesse, stiano diventando col tempo più profonde o smagliante  e  quindi più difficili da curare. Mi sono informata accuratamente sulle varie tipologie di risoluzione del problema e conoscendo i miei disturbi pregressi e l'attitudine delle mie ragadi a recidivare, sto cominciando a credere che l'intervento di sfinterotomia laterale interna o il laser co2 siano i metodi di risoluzione più definitivi e con le riprese più brevi.

Ho però letto d'altro canto commenti di tanta gente insoddisfatta di questi tipi di trattamento, accusando forti dolori, o in certi casi addirittura peggioramenti, nei due, tre mesi successivi, quando su siti medici accreditati vi é scritto che il tetto massimo di ripresa é di circa tre, quattro settimane, con scomparsa del dolore attorno ai primi dieci giorni. Il 27 dovrò fare una visita proctologica, in seguito alla quale mi verrà comunicato un quadro clinico più chiaro ed é inoltre già mia intenzione discutere col proctologo di questa eventualità, ma mi preme chiedere un ulteriore parere medico al riguardo. È vero che la probabilità di insuccesso o di complicazioni a seguito dell'intervento é così alta come sembra?

L'eventualità che il problema si ripresenti in seguito all'intervento é realmente remota o non é insolito che  possano insorgere gli stessi, se non altri tipi di problemi nella stessa regione dell'operazione? Perdonate la mia eccessiva premura, ma sono davvero molto spaventata e demoralizzata, nonostante sia avvezza a questo genere di disagio, non mi si é mai presentato per così tanto tempo e così intensamente. Ad ottobre devo riprendere il percorso scolastico già interrotto per disturbi psichici e non mi posso assolutamente permettere un altro anno di inattività. Sono seriamente preoccupata, confido in un vostro riscontro.

Cordiali saluti.

Risposta di:
Dr. Marcello Picchio
Specialista in Chirurgia dell'apparato digerente e Chirurgia generale
Risposta

L'opzione chirurgica è indicata nel suo caso.

TAG: Chirurgia | Chirurgia generale | Colonproctologia | Farmacologia | Gastroenterologia | Infiammazioni | Terapie
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