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390.000 slot in Italia, al via un corso di formazione per gli esercenti

390.000 slot in Italia, al via un corso di formazione per gli esercenti

Grazie all'iniziativa della Sapar, gestori ed esercenti impareranno a distinguere il gioco d'azzardo sociale da quello patologico. L'idea è quella di far leva sulla prevenzione.
Roma, 6 lug. (AdnKronos Salute) - Un corso di formazione sul gioco d'azzardo patologico per gestori ed esercenti, con l'obiettivo di "affiancare al deterrente rappresentato dalle sanzioni un approccio più costruttivo, basato sulla conoscenza di chi mette a disposizione gli apparecchi, come le classiche slot, presenti in circa 390.000 pezzi in tutta Italia". Così il presidente dell'Associazione nazionale servizi apparecchi per pubbliche attrazioni ricreative (Sapar), Raffaele Curcio, spiega all'AdnKronos Salute la nuova campagna Affinché il gioco rimanga un gioco, presentata oggi a Roma al ministero della Salute, di cui l'iniziativa ha ottenuto il patrocinio.

Quali sono gli elementi che devono mettere in allarme sul modo di giocare del cliente? Gestori ed esercenti impareranno a distinguere il gioco d'azzardo sociale da quello patologico e apprenderanno le informazioni da dare a chi sembra essere in difficoltà per via del gioco. Il calendario dei corsi di formazione per operatori del comparto giochi, che saranno tenuti da psicologi, è composto da una decina di date: 29 luglio a Torino, 12 settembre a Firenze, 21 settembre a Roma, 10 ottobre a Bologna, 25 ottobre a Genova, 8 novembre a Napoli, 23 novembre a Bari, 1 dicembre a Catania e 14 dicembre a Cagliari.

"Il punto di fondo - ha detto il sottosegretario all'Economia con delega ai giochi Pier Paolo Baretta - è che bisogna riportare il concetto di gioco a una dimensione di normalità, a una componente minoritaria e casuale della vita. Oggi sembra che sia il gioco in sé a essere malato e non l'atteggiamento verso di esso. Il problema culturale, politico e organizzativo da affrontare è questo, evitando che in questo modo emerga il proibizionismo". Proprio il proibizionismo, secondo Curcio, "non ha portato, laddove adottato, risultati positivi, ma anzi ha favorito il gioco illegale. Per questo occorre far leva sulla prevenzione, e molte realtà stanno prendendo in considerazione di rendere i corsi di formazione obbligatori".
Ultimo aggiornamento: 07 Luglio 2016
2 minuti di lettura

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