18/11/2015

Consumiamo ancora troppi antibiotici

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Il fenomeno della resistenza agli antibiotici dilaga in tutto il mondo e preoccupa la comunità scientifica internazionale. Nell'ultimo rapporto dell'European Center for Diseases Control, che si è concentrato quest'anno sugli enterobatteri carbapenemasi resistenti, si legge che il consumo di antibiotici in Europa è ancora molto, troppo alto. E l'Italia è tra i maggiori consumatori di antibiotici. 

Durante la presentazione del rapporto nell'ambito della Giornata Europea di Attenzione agli Antibiotici, Vytenis Andriukaitis, commissario Ue alla Salute, ha ricordato che solo l'anno scorso sono morte in Europa 25mila persone a causa di infezioni resistenti agli antibiotici.


La situazione italiana

Già negli anni scorsi il nostro Paese si era collocato nei posti peggiori nella classifica dei consumatori di antibiotici: gli enterobatteri carbapenemasi resistenti erano endemici già due anni fa e resta estremamente diffuso l'Escherichia Coli, l' ecinetobacter, responsabile soprattutto di infezioni in ambito ospedaliero, lo staffilococco aureo resistente alla meticillina (mrsa) e la Klebsiella, responsabile delle infezioni urinarie. 
Nella classifica relativa al consumo di antibiotici l'Italia è al quinto posto per il  consumo fuori dagli ospedali con 27,8 dosi e al di sopra della media europea (che si colloca su 2 dosi al giorno)  per il consumo di antibiotici in ospedale con 2,2 dosi.
Ansa riporta le parole di Zsuzsanna Jakab, direttrice dell'ufficio europeo dell'Oms, che ha ricordato che è necessario aumentare la consapevolezza in tutti gli Stati “ancora oggi non si sa che per curare un'influenza non è necessario un antibiotico".

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TAG: Infezioni | Farmacologia
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