Roma, 21 lug (Adnkronos Salute) - Cercasi start up in grado di offrire soluzioni pratiche e innovative per migliorare la vita quotidiana e il benessere psicologico delle donne che convivono con il tumore al seno metastatico. Parte infatti - all'interno del Breast Cancer Innovation Hub, il progetto promosso da Pfizer e H-Farm, in collaborazione con Europa Donna Italia e Incontra Donna - la ricerca di star up italiane ed europee che fino al 31 agosto potranno candidarsi al link https://www.f6s.com/breastcancerinnovationprogram/apply.
Tre le aree su cui si cercano soluzioni: Education (interazione medico-paziente, strumenti digitali per la comunicazione medico-paziente); Workflow Simplification (strumenti digitali e tecnologici per semplificare l’attività medica giornaliera); Patient support (supporto psicologico, nutrizionale, riabilitativo, gestione della vita quotidiana, assistenza continuativa, strumenti tecnologici di prenotazione visite e controlli).
"Le donne con tumore al seno metastatico sentono la necessità di soluzioni innovative perché in queste ultime affidano la speranza di subire una sorte migliore delle amiche che hanno visto morire in questi anni - spiega Adriana Bonifacino, presidente di Incontra Donna - tutte ormai tengono alla qualità della vita perché sanno che una vita prolungata senza qualità pone seri problemi per loro e per i loro cari. La speranza è nella ricerca e c’è consapevolezza dei progressi compiuti in questo senso, ma i margini di miglioramento ci sono e vanno orientati a migliorare sempre di più la quotidianità e il benessere psicologico di queste pazienti con le innovazioni che l’alta tecnologia può mettere a disposizione".
Breast Cancer Innovation Hub è un’iniziativa strutturata su più livelli che unisce la cultura digitale, l’innovazione tecnologica e lo start-up scouting con l’obiettivo di identificare gli ambiti in cui le pazienti sono supportate in modo meno efficace al fine di individuare e adottare nuove soluzioni che abbiano un impatto positivo sulla loro vita.
"Siamo convinti che per un’azienda come Pfizer, leader nello sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative, sia fondamentale in questa era di significativi progressi coniugare l’impegno nella ricerca scientifica con progetti in grado di rispondere ai bisogni dei pazienti a 360 gradi - afferma Alberto Stanzione, direttore oncologia di Pfizer in Italia - il supporto allo sviluppo di idee innovative che, mettendo il paziente al centro, possano generare una risposta concreta e sostenibile al crescente bisogno di salute e di servizi, facendo fronte allo stesso tempo alla limitata disponibilità di risorse del sistema, rappresenta una delle modalità con cui intendiamo tradurre in pratica questo nostro impegno".
In Italia sono più di 37.000 le donne che hanno ricevuto una diagnosi di tumore al seno metastatico: la sopravvivenza di queste pazienti negli ultimi anni è migliorata anche grazie alla maggiore efficacia delle cure e alla possibilità di accedere ai centri specializzati (Breast Unit).
"Uno dei bisogni più pressanti delle donne con tumore al seno metastatico è quello di mantenere contatti diretti con il proprio oncologo per sentirsi meno sole - sottolinea Michelino De Laurentis, direttore oncologia medica senologica, Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale di Napoli - la comunicazione in oncologia è un aspetto rilevante ed è la base di una relazione di successo, ossia fondata su una piena fiducia reciproca tra il medico e il suo paziente. Se nel percorso di cura intra-ospedaliero questa comunicazione è presente, è completamente assente quando le pazienti tornano a casa per cui avvertono una sensazione di abbandono, perché di fatto sono sole".
Siccome il nostro Ssn non prevede che il medico resti in contatto con i pazienti a domicilio, "l’oncologo solo su base volontaria può mantenere dei contatti ma non ha nemmeno gli strumenti idonei per farlo se non quelli d’uso personale come cellulare, e-mail, WhatsApp, Sms. È necessario un passaggio evolutivo della comunicazione che preveda un’attività comunicativa extra-ospedaliera remota con nuove modalità che permettano di dedicare una parte del tempo lavorativo del medico e dell’infermiere al management domiciliare con tool tecnologici avanzati. Tutto questo migliorerebbe il flusso lavorativo dei medici e soprattutto la qualità di vita delle pazienti".
Per individuare le migliori start-up, H-Farm metterà a disposizione del progetto il proprio network di 4,5 milioni di aziende attive in tutto il mondo, costruito in oltre 15 anni di esperienza. "Siamo orgogliosi di essere stati coinvolti in questo progetto, così attento ai bisogni delle donne che soffrono di questa patologia, di cui non si parla abbastanza – dichiara Tomas Barazza, Head of Strategy & Innovation Culture di H-FARM - crediamo di poter dare il nostro contribuito con le competenze che ci contraddistinguono come centro dell’innovazione più importante in Italia e di supportare la ricerca di soluzioni e servizi che migliorino il benessere delle pazienti".