mi scuso: devo spiegare il perché delle mie paure circa la "demenza" collegata a quanto riportato in referto. La doppia terapia ormai da vent'anni ha conseguenze reali sulle mie capacità intellettive: perdita di memoria. Esempio di questi giorni: appena letto un libro che mi ha appassionata, ne dimentico quasi completamente il contenuto. Lo rileggo e mi rendo conto che la stessa cosa si ripete ormai da tempo. Ho i miei autori preferiti, leggo senza capire, rileggo e posso rileggere come se fosse la prima volta. Capacità di concentrazione ridotta al minimo, difficoltà nell'eloquio, Tendenza alla critica spietata e a isolarmi per non dar "prova di matto". I miei difetti peggiori sono andati peggiorando nel tempo. Dunque quella "demenza" a cui fa riferimento la Treccani, mi fa paura. Raccontare a uno psicologo? Ho la tendenza a dar ragione li' per li', ma poi... fiducia zero. Quel che racconto significa che un' operazione al cervello, anche non grave, eseguita dal migliore neurochirurgo del momento, puo' avere conseguenze per tutta la vita e la demenza appunto, vorrei sapere se ci stà. Grazie