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15-09-2006

bronchiti recidivanti

Buonasera, vorrei anche un vs.consiglio. Mio figlio fino ad aprile 06 non ha avuto nessuna malattia, ad aeccezione della varicella, poi gli fu diagnositicata una broncopolmonite virale, ha assunto l'augmentin per bocca e siamo riusciti a sconfiggerla senza grossi problemi. Poi purtroppo a fine maggio a avuto la rottura dell'omero del braccio ed ha subito un'operazione ed in sala operatoria ha ripreso una bronchitina, ha assunto questa volta macladin per 1 settimana ed è guarito. a giugno a fatto 15 gg di mare e i primi di luglio l'ho portato al controllo dei 5 anni (h. 115 peso kg.21) tutto ok. IL 16/7 per un puro caso, non avendo nessun sintomo, gli è stato riscontrato ancora una volta una bronchitina, questa volta dopo 1 settimana di macladin non abbiamo risolto (non ha + i catarri ma ha i bronchi chiusi!). Gli è stato prescritto l'aereosol insieme all'antibiotico per altri 3 gg e la dottoressa mi ha detto che forse queste bronchiti ricorrenti potrebbero far pensare all'allergia (in casa nostra non ci sono allergici) e mi ha prescritto tutti gli esami. Ma l'allergia non porta con se anche una riduzione di crescita? mi date un consiglio? grazie sandra
Risposta
Rispondere alla sua domanda è cosa abbastanza complessa. Cercherò di dare le informazioni necessarie cercando di essere quanto più chiaro è possibile. Le malattie virali quali la varicella dispongono frequentemente all'insorgenza di polmoniti. Queste, quando risolvono rapidamente e completamente con la terapia che è stata utilizzata, fanno supporre che siano state sostenute da un batterio tipico quale il pneumococco. Recidivanze, a seguito di ciò, non sono previste in condizioni normali. Una infezione polmonare in corso di ricovero (polmonite nosocomiale) è moderatamente frequente. La presenza di "bronchi chiusi" a distanza da una infezione di questo genere potrebbe far presupporre che, a differenza del primo episodio, il succesivo possa essere stato sostenuto da un differente ceppo batterico con caratteristiche differenti. Alcuni batteri, come il Mycoplasma e la Clamydia, possono essere in grado, in soggetti predisposti, a determinare un quadro di aumentata "reattività bronchiale" che può perdurare anche diverse settimane. Questa condizione clinica fa assomigliare il paziente ad un asmatico ("bronchi chiusi")e far pensare ad un caso di allergia. Facendo i test previsti è possibile diagnosticare se l'allergia è presente ed in caso contrario far propendere per la presenza di un quadro di semplice broncolabilità o iperreattività bronchiale dovuta alla pregressa infezione polmonare. Ovviamente, e ciò vale per ogni campo della medicina, è possibile la concomitanza di fattori scatenanti o favorenti come il fumo di sigaretta (passivo in questo caso) o esposizione ad altri aerocontaminanti. Recenti studi danno rilievo anche ad una dieta alimentare povera di frutta e verdura o eccedente in alimenti ritenuti non salutari perchè ricchi di conservanti o coloranti. Il quadro, insomma, non è di univoca interpretazione. Le consiglio, pertanto, di consultare uno specialista pneumologo che avrà maggiori opportunità di chiarire il caso potendo visitare il piccolo paziente.
TAG: Apparato Respiratorio | Malattie dell'apparato respiratorio | Pneumologia | Polmoni e bronchi
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