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17-07-2012

e migrazione del chiodo

Buongiorno Mia mamma 95enne e' stata operata il 17 maggio al femore in seguito a una caduta.Al termine del periodo di riabilitazione e della radiografia di controllo emerge che la parte corta del chiodo gamma inserito nella testa del femore ha ceduto e punta nell'area dell 'acetabolo dell'anca. dopo un secondo immediato ricovero per vedere le possibili soluzioni, mi hanno suggerito di fare un ulteriore radiografia a fine mese per verificare il callo osseo e poi a settembre ( 4 mesi dopo la rottura)intervenire nuovamente per la rimozione della parte corta del chiodo gamma.le mie domande:rimuovendo questa parte di chiodo non c'e' il rischio di una rottura del femore durante la rimozione o appena appoggia?L'intervento a sentire il dottore e' meno invasivo del primo in quanto devono rimuovere il tappo allo stelo lungo del chiodo e sfilare la parte corta e' possibile considerarlo poco invasivo?considerata l'eta'non sarebbe meglio considerare una tempistica piu' lunga per un eventuale intervento di rimozione e attendere qualche mese in piu' anche per non avvicinare 2 anestesie (epidurale) e dare piu' tempo all'osso di saldarsi?ringrazio anticipatamente Gianni
Risposta di:
Dr. Giuseppe Colì
Specialista in Ortopedia e traumatologia
Risposta

Gentile utente, non potendo visionare la radiografia eseguita da sua madre, possiamo solo teorizzare le possibili problematiche della migrazione del chiodo di osteosintesi. In linea di massima la fuoriuscita della vite filettata nell'acetabolo, fra le altre possibili cause, potrebbe essere dovuta ad importante osteoporosi che crea un osso troppo fragile per sopportare il peso del corpo intorno al chiodo rigido. In questi casi, l'osso della testa femorale cede intorno al chiodo e si ha la migrazione del mezzo di sintesi. In base all'entità della migrazione e dell'estensione del cedimento si può optare per

  • un attesa di guarigione evitando il carico (per non "rovinare" l'acetabolo) e rimozione della vite a callo formato
  • una sostituzione immediata del chiodo con protesi

La decisione deve scaturire dalla considerazione delle condizioni cliniche e funzionali del paziente, calcolando bene i rischi ed i benefici di ogni opzione. Alla base di tutto è comunque fondamentale eseguire subito una adeguata terapia per l'osteoporosi perchè, qualunque sia l'opzione scelta, è necessario operare su un osso quanto più resistente possibile, perchè non si abbiano ulteriori cedimento o rifratture. A tal fine, le consiglio di rivolgersi al centro specializzato in osteoporosi più vicino al suo domicilio per completare le necessarie indagini e decidere la terapia più efficace per sua madre. Ne parli con il medico di famiglia. Cordialità

TAG: Ortopedia e traumatologia
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