Salve dottore,la contatto per avere un parere in merito alla mia attuale condizione medica. Ho da pochi giorni appreso che l'infezione da hcv si è "riattivata". Mi spiego meglio. Ho 29 anni e benché conduca una vita perfettamente normale, ho un lato di me che tengo nascosto a tutte le persone che mi circondano,le quali mai potrebbero nemmeno sospettare ciò che tengo nascosto da diversi anni.E in questo sicuramente mi ha aiutata il mio aspetto estetico, nonché la cura che ho della mia persona e la mia ambizione. Eppure ciò che nascondo è la mia tossicodipendenza. E da qui nasce il problema oggetto di questa domanda. Nel 2003 , quando cominciai a frequentare il sert, scoprii di essere positiva agli anticorpi anti hcv, ma in quell'occasione l'rna era negativo. Così mi spiegarono che avevo contratto l'infezione ma che il mio corpo l'aveva debellata spontaneamente. Per il resto tutto ok. Nel 2009 sono rimasta incinta e nei controlli di routine prenatali , gli anticorpi anti hcv sono risultati ovviamente presenti, ma l rna è risultato negativo. Così negli anni successivi. Nei quali cmq ho continuato ad effettuare controlli più o meno regolari. Tre settimane fa ho rifatto le analisi di routine che il sert richiede semestralmente e qualche giorno fa ho ricevuto la chiamata della mia dottoressa che mi ha comunicato il seguente esito : anti hcv positivo, rna positivo, genotipo 2b,carica virale 190.000( o giù di lì).Ora la mia domanda è questa : è possibile che un epatite c, debellata quasi 15 anni fa in maniera spontanea, possa riattivarsi da sola? Cioè ci possono essere patologie latenti che hanno fatto sì che l'epatite si riattivasse, o può succedere senza una causa scatenante? Chiedo questo consapevole dei fatto che ci si può reinfettare con un altro ceppo rispetto a quello per cui il corpo ha sviluppato gli anticorpi, ma io non ho avuto comportamenti cosiddetti "a rischio", ne partner sessuali promiscui, e nonostante la mia tossicodipendenza escludo con estrema certezza che possa essere la causa della ricomparsa dell epatite, in quanto, non c'è stato nessun scambio di siringhe ma nemmeno alcun contatto con altre persone tossicodipendenti che possa far pensare a una "svista" che abbia poi portato al contagio.