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L’impegno globale per combattere l'infezione di Epatite

L’impegno globale per combattere l'infezione di Epatite

In occasione dell'ottava edizione delle Giornata Mondiale contro l'Epatite, focus sul controllo e prevenzione di questa infezione.
In questo articolo:

Trecento milioni di persone al mondo sono affette da una forma di epatite, ma 290 milioni di loro, ben 9 persone su dieci, non lo sanno. All’insegna della campagna “Find the missing millions” (“trova i milioni mancanti”) si celebra allora sabato 28 luglio 2018 la Giornata Mondiale contro l’Epatite, istituita nel 2010 durante la 63esima Assemblea mondiale della sanità e organizzata tutti gli anni dalla World Hepatitis Alliance in 174 paesi.

L’intento, anche nel 2018, è promuovere una strategia globale per lo sviluppo di un approccio completo rivolto al controllo e alla prevenzione di questa infezione. Con un focus particolare sul problema delle diagnosi mancate, a causa delle quali troppi malati continuano a soffrire senza essere curati, l’Infezione si espande e molte vite umane si perdono senza intervenire.

Giornata Mondiale per la lotta all’epatite: qualche dato

Nel 2016, 194 paesi del mondo hanno aderito al protocollo dell’Organizzazione mondiale della sanità per sconfiggere le epatiti B e C entro il 2030. Purtroppo attualmente, soltanto una manciata di stati ha raggiunto questo obiettivo.

L’Italia, e gran parte dei paesi europei ad eccezione della Scandinavia, non è tra questi. In Europa infatti i malati di Epatite B o C cronica sono 9 milioni, secondo le stime del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc). In Italia sono 300mila soltanto i casi diagnosticati di epatite C, con un numero imprecisato di persone inconsapevoli di aver contratto l’infezione per una stima che va oltre il milione di malati.

“Eliminare l’epatite” è lo slogan scelto dunque anche quest’anno per la campagna mediatica perché "soltanto agendo tutti insieme – spiegano gli organizzatori internazionali della Giornata Mondiale – possiamo sconfiggere l’epatite entro il 2030".

Giornata Mondiale contro l’Epatite: sconfiggere la malattia entro il 2030

Secondo i dati dell’Oms, 1,4 milioni di persone muoiono ogni anno a causa di malattie del fegato. In molte circostanze, un intervento terapeutico precoce o una modifica dello stile di vita possono prevenire o arrestare l’evoluzione dell’epatite in cirrosi, ridurre il rischio di tumore epatico e di morte correlato.

Secondo il Ministero della Sanità, i dati provenienti da 28 paesi e diffusi dall’Oms indicano che gli sforzi per eliminare l’epatite stanno ottenendo un’accelerazione: quasi tutti gli stati coinvolti hanno istituito comitati nazionali per l’eliminazione dell’infezione e più della metà ha stanziato finanziamenti.

La strada però è ancora lunga. L’Italia, da parte sua, aderendo alla proposta avanzata con la Risoluzione 67.6 del 24 maggio 2010 dell’Assemblea mondiale sulla salute, ha elaborato un piano nazionale per la Prevenzione delle Epatiti Virali (Pnev).

Attualmente, presso il Ministero della Salute è al lavoro un gruppo di coordinamento e monitoraggio per la realizzazione del piano nazionale di prevenzione delle epatiti virali da Virus B e C. Il piano prende in considerazione epidemiologia, prevenzione e cura, per realizzare azioni finalizzate a circoscrivere meglio i possibili fattori di rischio per l’infezione, sensibilizzare e informare i cittadini sui giusti comportamenti utili alla prevenzione, garantire un acceso alle cure uniforme su tutto il territorio italiano.

Va detto che negli ultimi tre anni, nel nostro paese, è profondamente mutato lo scenario della terapia delle malattie epatiche da virus C e, con la disponibilità dei nuovi farmaci ad azione antivirale diretta, è oggi possibile curare la maggior parte dei pazienti a prescindere dallo stadio della malattia.

Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2020
4 minuti di lettura

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