Salve dottore, mi chiamo Marisa. Mia madre è morta un mese fa. Aveva iniziato ad avere problemi respiratori e dopo una tac è stata portata d'urgenza in ospedale per essere operata. Aveva l'aorta rotta. Dopo l'operazione è stata messa 2 giorni in coma farmacologico e tenuta aperta così da poter intervenire in caso di emergenza. Richiusa, hanno poi iniziato a risvegliarla piano piano e 3 giorni dopo tolta dalle cure intense e dichiarata fuori pericolo. Da subito ha iniziato a lamentarsi dei farmaci che erano forti e dolori di pancia. L'infermiere le aveva detto che erano arie nell'intestino....Qualche notte dopo, la notte in cui mia madre è morta, ha chiamato alla 01.30 un infermere per andare in toilette (così ci è stato riportato dall'ospedale) e che stava bene. Premetto che durante il giorno nessuno aveva mai visto che mia madre venisse monitorata ma dopo la morte ci è stato detto che venivano collegati tutti i fili per tenere sottocontrollo il cuore. Verso le 02.40 dicono di aver visto dai monitor che era successo qualcosa così sono andati nella sua stanza e l'hanno trovata in una pozza di sangue che usciva dalla bocca e dal naso.. Dall'autopsia è risultato che il duodeno era scoppiato creando una forte emorragia nello stomaco che fuoriuscendo dalla bocca è andata direttamente nei polmoni e poi al cervello decedendo quasi all'istante....Ci hanno detto che può succedere dopo un operazione al cuore come quella....ma noi non ci crediamo...E vero?Quei mal di pancia erano un sintomo di un duodeno che stava andando in pezzi?I farmaci possono aver peggiorato un eventuale ulcera al duodeno o avergliela provocata?Nessuno si è accorto che stava morendo, questo è veramente possibile? O per sua esperienza, se ci fosse stato qualcuno in camera si sarebbe accorto che lei stava male?PS. Mia madre soffriva da diversi anni di poliartrite..prendeva già diversi farmaci per alleviarle i dolori..LA PREGO, MI RISPONDA..