Search

I medici più attivi

Ultimi articoli

Differenze tra colesterolo buono e cattivo

differenze tra colesterolo buono e cattivo
Rosaura Bonfardino
Scritto da:
Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere

Non sempre avere valori elevati di colesterolo "buono" HDL, tradizionalmente considerato "protettivo" per il sistema cardiovascolare, significa essere a basso rischio di infarto o aterosclerosi. È quanto si evince da una ricerca della University of Pennsylvania Perelman School of Medicine, firmata dall'italiano Paolo Zanoni, oggi all'università di Zurigo. Una ricerca, pubblicata su Science e condotta su 328 soggetti, che mette in dubbio i dati tradizionalmente considerati validi, secondo i quali il colesterolo presente nelle Hdl (colesterolo Hdl) è tradizionalmente chiamato 'buono'.

Il colesterolo buono

Il colesterolo è una sostanza indispensabile per la vita umana, per la costruzione della parete delle cellule e per la sintesi di numerose altre sostanze come gli ormoni. Esso, infatti, non è una molecola maligna ma è fondamentale per la fisiologia dell’uomo. In buona parte esso viene prodotto dall'organismo (un adulto ne produce tra 1 e 2 grammi ogni giorno). Si lega a specifiche proteine di trasporto presenti nel sangue che ne consentono la distribuzione in tutto l'organismo. Le più importanti proteine che hanno il compito di far viaggiare il colesterolo sono le già nominate HDL (colesterolo buono) e le LDL (colesterolo cattivo).

Cos'è il colesterolo 'cattivo'

Con questa terminologia si suole indicare il fatto che, quando le quantità di colesterolo che entrano in circolazione sono eccessive, quest'ultimo tende ad accumularsi nelle pareti delle arterie, fino ad ostacolare o impedire la normale circolazione sanguigna per formazione di una placca. Le conseguenze, nei casi peggiori, possono essere anche gravi, arrivando a causare anche un infarto. Motivo per cui si considera necessario calcolare un “indice di rischio”, ricercando il rapporto tra colesterolo totale e colesterolo buono.

Il colesterolo nei giovani: statistiche

Se fino a qualche decennio fa il colesterolo alto era considerato un problema gravoso nelle persone anziane, negli ultimi anni - con l'aumento dei cibi 'spazzatura' - questo è diventato motivo di allarme anche nei più giovani. Secondo infatti uno studio del Duke Clinical Research Institute pubblicato sulla rivista “Circulation”, i danni nelle arterie si cominciano a sviluppare già a 30-40 anni. A far davvero paura sono le percentuali: a parità di grassi ingeriti i ragazzi hanno più probabilità degli anziani di sviluppare un problema al cuore. Se poi si considera che sopra i quaranta aumenta ogni dieci anni aumenta il colesterolo, con esso si aggrava anche la possibilità di sviluppare malattie cardiache che può crescere fino al 40%.

Una pillola da 6 mila euro

Se si considera, dunque, assolutamente necessario avere un corretto stile di vita, evitare i fast food o merendine e snack per i più piccoli, per correre ai ripari negli Stati Uniti è stata anche inventata una pillola, anzi una superpillola, che promette di abbassare i livelli molto alti di Ldl. Sono infatti stati approvati due anticorpi monoclonali, il Praulent (principio attivo alirocumab) di Sanofi e il Rephata (principio attivo evolocumab) di Amgen che negli Usa sono stati messi in vendita a 14 mila dollari a paziente per ogni anno di trattamento. Se la cifra appare piuttosto elevata, non si può escludere che le industrie eserciteranno varie pressioni sui medici per far aumentare il più possibile il numero delle persone trattate.

Come combattere il colesterolo

Esistono, comunque, delle buone pratiche per tenere il colesterolo sotto controllo. Si consiglia innanzitutto di praticare una regolare attività fisica. Ciò infatti permette di far innalzare i valori Hdl dal 3 al 9 per cento. Altro consiglio quello di smettere di fumare. Consigliabile, infine, la perdita di peso: in caso di obesità, per ogni chilo in meno si assiste ad un aumento dei livelli ematici di colesterolo HDL pari a circa 0,35 mg. In ogni caso, è assolutamente indispensabile fare controlli frequenti per tenere sott'occhio i livelli di colesterolo nel sangue, dal momento che l'abbassamento dei valori HDL è asintomatico. Particolare attenzione va prestata nel caso di gravidanza e menopausa, celiachia o intolleranze alimentari, ipertiroidismo, malattie epatiche e farmaci (tra cui gli anticoncezionali orali).

Per approfondire guarda anche “Iperlipidemia”

Leggi anche:
Stanchezza, tachicardia, mal di stomaco e sudorazione sono sintomi di infarto da non sottovalutare.
01/09/2017
31/03/2016
TAG: Dieta | Malattie dell'apparato cardiovascolare | Scienza dell'alimentazione | Cuore | Medicina generale
Rosaura Bonfardino
Scritto da:
Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere