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Esperto Risponde

Occlusione precoce bypass coronarico.

gentile dottore vengo a scriverle ancora una volta pur avendo ricevuto risposta alla mia 968F0TN68O sono disperato come le avevo anticipato nella mia cui faccio riferimento, sono stato operato per posizionare quattro by pass (soltanto il 20/02/2013) in data 30/05/2013 mi ricovero, dietro suggerimento del mio cardiologo. - DIAGNOSI: Angina pectoris a bassa soglia, Ipertensione arteriosa. - ANAMNESI: Recente Intervento chirurgico di By-pass con AMID su IVA, AMIS (free-graft) su D1, VS su MO e CD.(febbraio u.s.) da circa un mese ripresa di angina a bassa soglia. Si ricovera. - DECORSO: In data 31/05 la coronografia mostra occlusione del graft su D1, stenosi sublocclusiva del graft su IVP e MO, stenosi 90% delgraft su IVA. Viene pertanto sottoposto in data 03/06 a PCI con DES sul graft in AMIS su IVA e in data 07/06 a PCI con STNE su graft in VS su Cd e PCI su IVP. - LA DOMANDA SORGE SPONTANEA : mi sono sottoposto ad un intervento chirurgico perche mi era stato consigliato come possibile soluzione duraturae dopo appena tre mesi mi ritrovo punto e accapo.la prego mi dia una spiegazione, come è possibile che in appena tre mesiun by-pass completamente chiuso, due occlusi al 90% e solo uno continua a dare qualche segno di vita. Come risposte ho ricevuto al momento riferimenti a statistiche, con possibilità che ciò succeda. La prego se vuole mi dia lei una spiegazione. La Saluto Cordialmente
Risposta del medico
Prof. Carlo Antona
Prof. Carlo Antona
Specialista in Cardiochirurgia

Gentile Signore, condivido con lei lo sconcerto per un intervento che non sembra aver dato i risultati annunciati. Le cause possono essere numerose, principalmente tecniche. Dalla qualità dei graft (le arterie mammarie e la safena), la qualità delle coronarie (presenza di placche diffuse), la tecnica chirurgica utilizzata. Infatti soltanto a distanza di tempo possono manifestarsi altre cause di occlusione, prima fra tutti la progressione della malattia aterosclerotica. A questo punto i problemi devono essere affrontati con la terapia percutanea, ricorrendo ad un eventuale poco probabile reintervento soltanto in caso di manifesta e conclamata necessità. La terapia percutanea comunque generalmente, e in mani esperte, può garantirle una qualità di vita e dei risulatti del tutto soddisfacenti. Cordiali saluti. Prof. Carlo Antona

Risposto il: 25 Giugno 2013