Logo Paginemediche
  • Programmi
  • Visite
  • Salute A-Z
  • Chi siamo
  • MediciMedici
  • AziendeAziende
decorazione 1
decorazione 2
decorazione 3
decorazione 4
decorazione 5
decorazione 6
circle
circle
Esperto Risponde

Prognosi - Post.operatorio

Salve, mia nonna 77enne è stata operata il 13 novembre 2012 di tumore al colon, riporto i dati dell'esame istologico per poter avere un quadro della situazione più chiaro. EMICOLECTOMIA DESTRA, ESAME MACROSCOPICO: pezzo operatorio comprendente tratto ileocolico della lunghezza complessiva di cm 60, al taglio a cm 17 da un margine di resezione si reperta una neoplasia di cm 6 di asse maggiore di aspetto vegetante che infiltra la parete e la sottosierosa. Nel tessuto adiposo periviscerale si repertano alcuni linfonodi. Omento con due voluminose formazioni ovoidali di cm 5 e 4,5. A)margine ileale B)margine colico C)neoformazione D)linfonodi periviscerali E)neoformazioni omento DIAGNOSI: adenocarcinoma colico moderatamente differenziato (G 2), infiltrante la parete a tutto spessore e la sottosierosa, con metastasi ad 7 dei 9 linfonodi repertati (estese al tessuto adiposo pericolico)ed omentali,margini di resezione indenni. STADIO C DI DUKES; STADIO pTNM: T3N2M1. SNOMED: T-59300 M-81403. Attualmente mia nonna è a casa,pur avendo appetito mangia molto poco poichè disturbata da continui rigurgiti. Premesso che soffre di esofagite, è possibile che questi rigurgiti derivino da quest'ultima o sono causati dalle metastasi? Ed è in qualche modo possibile attenuarli per consentirle di mangiare? Chiedo infine un parere sulla gravità della situazione emergente dall'esame istologico e sulle aspettative di vita, qualora ce ne fossero. Grazie anticipatamente per la disponibilità
Risposta del medico
Dr. Piero Gaglia
Dr. Piero Gaglia
Specialista in Chirurgia generale e Oncologia

a)

Difficolta’ nel transito alimentare dopo un intervento chirurgico “maggiore”, in una paziente di 77 anni sono comuni anche a un mese di stanza dall’intervento stesso e, soprattutto, non indicano di per se’ una rapida progressione della malattia tumorale. Di norma possono essere trattati con farmaci che aiutano lo svuotamento gastrico, prescrivibili dal medico di famiglia.
Da valutare inoltre, sempre con il medico di famiglia (o con un dietologo), l’utilita’/necessita’ di una dieta o di integratori alimentari o, al limite, di un supporto nutrizionale endovenoso. Una buona nutrizione e’ fondamentale per la ripresa dopo un intervento e per la qualita’ della vita.

b)

La situazione, in base all’esame istologico, e’ sicuramente molto severa e, statisticamente parlando, le possibilita’ di guarigione completa sono minime.
Bisognerebbe inoltre sapere se l’intervento chirurgico e’ stato oncologicamente radicale, cioe’ e’ stata asportata tutta la malattia tumorale visibile, (cosiddetto R0) oppure e’ stato tecnicamente necessario lasciare della malattia residua (cosiddetto R2).
Comunque, come regola generale al di la’ delle “probabilita’”, nel singolo specifico caso ogni previsione, in particolare sulla durata della vita, non e’ possibile con accettabile precisione.


Mi pare di capire che non e’ stata consigliata una chemioterapia postoperatoria. Generalmente a 77 anni non la si prescrive, ma, per pura informazione, per una decisione non e’ cosi’ importante l’eta’ “anagrafica” quanto quella “biologica” (cioe’ le condizioni generali e la presenza o meno di malattie associate – es. cardiopatie).

Inoltre la chemioterapia sistemica (cioe’ per via endovenosa o per via orale) e’ poco efficace in caso di metastasi peritoneali (omentali nel caso di Sua nonna). Il trattamento di gran lunga piu’ efficace (chemioipertermia intraperitoneale) e’ molto invasivo e da valutare con attenzione in ogni singolo caso.


Cordiali saluti,
Dott. Piero Gaglia
Per necessita’ di contatti diretti ? e-mail : piero.gaglia@libero.it
 

Risposto il: 19 Dicembre 2012