24-07-2017

Terapia di embolizzazione per noduli al fegato

Gentile dott.re mio padre 82 anni 55 Kg, si è operato un anno fa di carcinoma al fegato 3,9 cm causato da epatite C. All'ultimo controllo del 1 giugno 2017 la tac con contrasto riferisce: fegato di dimensioni aumentate a margini irregolari. Si confermano esiti resezione chirurgica. Allo stato VIII, VII, IV, V piccole formazioni iperdense in fase arteriosa max 9 mm che non appaiono chiaramente detettabili. Al IV si apprezza sfumata areola ipodensa in fase tardiva senza impregnazione in fase arteriosa. Si consiglia studio RM. L'alfafetoproteina è 37 ultimo ctr 12,7.
Tutto questo significa una ripresa della malattia? Può in queste condizioni avviare una farmacologica contro l'epatite C?

Gentile dottore Zanus mio padre ha fatto la Risonanza magnetica con contrasto. L'esame riporta assenza di recidiva. L'alfafetoproteina dosata nuovamente si attesta a 30. Siamo in attesa di un riscontro da parte di un radiologo esperto. Nel frattempo il chirurgo, nel caso i noduli siano maligni, mi sembra sia più propenso per una terapia di embolizzazione piuttosto che con radiofrequenze. Lei che cosa ne pensa? La ringrazio per l'attenzione. Saluti

Risposta di:
Prof. GIACOMO ZANUS
Specialista in Chirurgia dei trapianti e Chirurgia dell'apparato digerente
Risposta

È' probabile la recidiva di malattia. Da confermare radiologicamente. La chemioembolizzazIone (TACE) è un primo potenziale buon approccio a cui è associabile un trattamento termoablato con Micro-onde per via laparoscopica/percutanea. Saluti

TAG: Epatologia | Fegato | Gastroenterologia | Oncologia | Tumori | Virus
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