Fruttosio e glucosio: zuccheri molto diversi. Ecco perché

Fruttosio e glucosio: zuccheri molto diversi. Ecco perché

Il fruttosio per esempio può accumularsi nel fegato e diventare grasso.
Il fruttosio contenuto nelle bevande gassate viene conservato nel fegato come se fosse grasso, aumentando il rischio di sindrome metabolica, malattie cardiache, ictus. Tutte le istituzioni sanitarie raccomandano di ridurre il consumo abituale di zuccheri aggiunti e l’Organizzazione Mondiale della Sanità invita a far sì che non più del 10% delle calorie quotidiane arrivi dagli Zuccheri aggiunti o in quelli contenuti naturalmente in succhi e miele. 

Kimber Stanhope della University of California spiega chiaramente perché esistono diversi tipi di zuccheri e in che modo questi possano agire nell’organismo. C’è una grossa differenza tra gli zuccheri che si trovano nei Carboidrati e in quelli che si assumono attraverso le bevande zuccherate o le soda.

Il glucosio contenuto in carboidrati arriva al flusso sanguigno in modo lento e graduale, perché bisogna aspettare che gli enzimi dell’intestino lo scompongano. Una volta che ha lasciato l’intestino il glucosio raggiunge il fegato. Se il fegato necessita di energia assorbe la quantità necessaria di glucosio prima che questo vada via e raggiunga altre parti del corpo attraverso il sangue. Ma se il fegato ha già sufficienti energie il glucosio viene immediatamente smistato ad altre zone dell’organismo. 
Discorso diverso, invece, per il fruttosio, contenuto in molte bevande zuccherate. Dopo essere stato scomposto nell’intestino il fruttosio arriva al fegato ma, a causa di un enzima che è costantemente attivo, il fruttosio viene conservato nel fegato e non passa oltre. E se quest’organo ha bisogno di energie extra le prende proprio da questa riserva. Il rischio, però, è che si crei un eccesso di fruttosio nel fegato e, se questo accade, il fruttosio viene conservato e trasformato in grasso. 
Un aumento dei livelli di grasso nel fegato comporta una maggiore presenza di grassi nel sangue e un aumento di trigliceridi e colesterolo, fattori che predispongono alla Sindrome metabolica e alle malattie cardiovascolari. Inoltre, spiega la studiosa, l’accumulo di grasso a livello epatico compromette la funzionalità dell’insulina e aumenta il rischio di diabete. 
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