A causa di diversi calcoli presenti sia nel rene stesso, ma anche lungo l'uretere, mio padre (70 anni) è stato sottoposto a diversi interventi in ureteroscopia che procedo ad elencare: 1) inizialmente risultava necessario liberare dalle urine ristagnanti il rene che, a causa di una calcolosi diffusa, non riusciva a drenare correttamente. In questo intervento è stato inserito uno stend; 2) a distanza di un mese è stato effettuato il primo intervento vero e proprio di ureteroscopia con l'obiettivo di eliminare i calcoli senza però successo.Al termine è stato inserito un nuovo stend di dimensioni maggiori che avrebbe permesso il successo dell'intervento in un successivo intervento; 3)trascorso un altro mese, è stato ripetuto l'intervento. In questo caso ci è stato detto che i calcoli nell'uretere erano stati eliminati, ma rimanevano i calcoli nel rene. Inserito nuovo stend; 4) nuovo tentativo (proprio oggi), e nuovo insuccesso. I calcoli nel rene rimangono. Non viene più inserito alcuno stend, ma viene detto a mio padre che è stato inserito un tutore interno e, siccome potrebbe muoversi, mio padre è costretto a letto per 3/4 giorni.Dieci anni prima, sempre per problemi di calcolosi renale, era stato sottoposto a un intervento più tradizionale con passaggio dalla schiena al rene e l'intervento era risultato efficace e risolutivo. Questa volta, dato i ripetuti insuccessi, abbiamo chiesto se non fosse stato più opportuno un intervento tradizionale, ma ci è sempre stato risposto che sarebbe troppo invasivo e rischioso. Una domanda sorge spontanea: andare avanti a tentativi come questi per mesi non è ugualmente invasivo e frustrante? senza citare che lo stend dopo qualche settimana comincia a dare diversi sgradevoli effetti collaterali. La situazione che sta vivendo mio padre mi sembra assurda e paradossale. Ho letto in un altro quesito che per questo tipo di intervento è importante l'esperienza di chi opera e la strumentazione.Mi puo consigliare qualche centro veramente all'avanguardia in Emilia Romagna? Gli interventi che citavo sono stati fatti all'Ospedale di San Giovanni in Persiceto (BO) dove, a quanto ne so, opera un'equipe dell'Ospedale Maggiore di Bologna.