Ossessione per il proprio stato di salute, paura, sospetto o certezza di avere una malattia seria, persistente ricerca di rassicurazione o il controllo ossessivo del corpo sono i sintomi principali dell’ipocondria: un disturbo del sistema nervoso dovuto principalmente ad ansiae depressione, caratterizzato dalla convinzione, non fondata, da parte del paziente di soffrire di una qualche seria malattia fisica.

L’ipocondria è più frequente di quello che si crede e colpisce la stessa percentuale di uomini e donne che affollano gli studi medici con una serie di sintomi spesso irrilevanti dal punto di vista CLINICO ma che in alcuni casi diventano realmente invalidanti per il paziente. L’ipocondria può esordire ad ogni età, sebbene si sviluppi prevalentemente dopo i trent’anni, e dipende dal tipo di sensibilità individuale. Di solito esordisce quando il paziente è sotto stress, o quando ha subìto la perdita di una persona cara a seguito di una malattia.

L’ipocondria può inoltre insorgere quando una persona è esposta a informazioni mass-mediatiche relative alle malattie: da questo punto di vista, purtroppo, la semplicità che Internet dà di accedere a qualsiasi tipo di informazione in pochissimi secondi, è controproducente per chi soffre di ipocondria.

Un altro dei fattori legati all’insorgenza dell’ipocondria è l’aver avuto un genitore che ha sofferto dello stesso disturbo: la motivazione è legata non solo ad una questione genetica e ambientale ma anche – probabilmente – al possibile apprendimento da parte dei figli degli atteggiamenti avuti dai genitori.

Il famoso malato immaginario narrato da Molière è un reale personaggio dei nostri giorni: molte persone che soffrono di questo disturbo rifiutano l’idea che esso sia legato ad una questione psicologica più che fisica e preferiscono sottoporsi a cure e terapie inutili. Fondamentale per uscire da questo circolo vizioso è il buon rapporto con il proprio medico: chi soffre di questo disturbo deve sentirsi seguito e preso in considerazione e non sentirsi trattato come una persona paranoica.

Il medico curante spesso invita il paziente a rivolgersi ad uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, poiché questa Terapia si è rivelata molto efficace in studi clinici controllati. Normalmente il percorso terapeutico proposto prevede diverse fasi tra cui lo sviluppo di abilità di gestione dell’ansia, la riduzione del comportamento “da malato” con il ripristino del normale regime di attività e infine un appropriato intervento per l’elaborazione di eventuali traumi scatenanti (malattie, lutti, INTERVENTI, ecc...).