Italiani, popolo di pigri e sedentari?

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Settembre è notoriamente il mese in cui, di ritorno dalle vacanze, gli italiani si iscrivono in palestra. Ma quest’anno si è registrato un calo del 25% delle iscrizioni.

Lo rivela la Federazione italiana aerobica e fitness (Fiaf): negli anni scorsi circa sei milioni di italiani facevano regolarmente attività sportiva in palestra, quest’anno, secondo le stime, saranno un milione in meno.

Effetto, certamente, della crisi economica, spiega Paolo Adami, presidente della Fiaf, anche perché molti italiani, pur non iscrivendosi in palestra, faranno attività fisica in maniera autonoma (giocando a calcetto o facendo jogging), ma anche di una sempre più diffusa tendenza alla sedentarietà che interessa soprattutto persone di una fascia di reddito medio bassa.

Il frequentatore-tipo delle palestre e dei circoli sportivi, infatti, ha una livello di cultura medio alto, un buon reddito e spesso è single, dal momento che le palestre stanno diventando, spiega Adami, sempre più un luogo dove socializzare.

A porre l’accento sulle crescente abitudine alla sedentarietà degli italiani è stato anche l’ultimo rapporto nazionale Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), dell'Istituto Superiore di Sanità, che ha evidenziato come la maggior parte degli spostamenti compiuti da un terzo degli italiani durante la giornata sia di tipo 'passivo', cioè si passa dalla casa all’auto, dall’auto all’ufficio e si torna indietro: da un luogo chiuso ad un altro.

A muoversi in questo modo sono soprattutto le donne, ma l’abitudine alla sedentarietà si sta diffondendo a macchia d’olio su più strati della popolazione.

La fascia di età più a rischio è quella tra i 50 e i 69 anni (il 33% degli italiani di quest’età è sedentario) e le regioni meno 'sportive' sono Basilicata (47%), Abruzzo (45%) e Campania (43%); quella più 'sportiva' è il Trentino Alto Adige (a Bolzano solo una persona su dieci può essere definita davvero sedentaria).

E l’allarme sedentarietà riguarda anche i bambini: il Rapporto Osservasalute 2010 ha mostrato che solo un bambino su 10 fa un’attività fisica adeguata e 1 su 2 guarda la videogame per più di 3 ore al giorno. Ma quanta attività fisica si dovrebbe fare per scongiurare sedentarietà e pigrizia?

Le indicazioni internazionali dicono che sono necessari 30 minuti al giorno di attività moderata per cinque volte a settimana per uscire dalle fila dei sedentari. E invece la maggior parte degli italiani, spiega Adami, pensa che sia sufficiente andare a fare la spesa a piedi o salire le scale fino al terzo piano per non sentirsi in colpa.

Il punto di vista
Medicina dello sport

Il problema più grave è sicuramente quello che riguarda i bambini che, apparentemente, praticano tutti uno sport, ma nella realtà il rapporto ore di attività fisica/ore passate seduti davanti al computer, al televisore o a studiare rende praticamente inutile l'attività svolta.

A questo si devono aggiungere le cattive abitudini alimentari che ci stanno facendo diventare sempre più un popolo di 'grassi'. La cattiva educazione dei giovani da questo punto di vista porta poi alla situazione di sedentarietà descritta: gli adulti si muovono sempre meno con il conseguente aumento delle malattie correlate alla sedentarietà (cardiopatie, ipertensione, malattie osteoarticolari, sindrome dismetabolica...).

E pensare che realmente basterebbe fare una passeggiata a passo sostenuto di 30-40 minuti per 3-4 volte a settimana per diminuire drasticamente i rischi di patologie e ottenere un miglioramento dell'efficienza fisica.

E tutto sommato basterebbe anche lasciare più spesso la macchina a casa per spostarsi a piedi e non usare l'ascensore per migliorare comunque il proprio stato di salute.

18/05/2015
20/10/2011
TAG: Medicina dello sport | Sport e Fitness