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L'aria d'estate si trasforma in afa? Chiediamo aiuto all'acqua, nostro fedele alleato

l aria d estate si trasforma in afa chiediamo aiuto all acqua nostro fedele alleato
Redazione Paginemediche Redazione Paginemediche

Con l’arrivo delle vacanze estive anche le temperature si stanno finalmente alzando e dopo numerosi weekend caratterizzati da un tempo ballerino riusciremo, si spera, a goderci un agosto sotto l’ombrellone o comunque all’aria aperta. Ma non ci sono solo buone notizie sul fronte meteorologico: anche se quest’anno ci sembrava di averla scampata l’aumento del caldo unito all’elevata umidità ha portato con sé l’afa, condizione atmosferica che ci fa percepire temperature più elevate rispetto a quelle reali: stanchezza, difficoltà nell’addormentarsi, irrequietezza rappresentano alcuni degli effetti che ha sul nostro organismo, conseguenze della disidratazione legata all’aumento di sudorazione.

In particolare per chi non è ancora in vacanza, tutti questi fastidi si sommano alla fatica fisica e psicologica di un anno di lavoro alle spalle diventando difficilmente sopportabili.

Ma proprio la più semplice tra le attività quotidiane può risultare un’arma vincente: bere frequentemente un’adeguata quantità di acqua anticipando lo stimolo della sete, preferibilmente un’acqua ricca di minerali, oltre a darci un senso di sollievo e di freschezza ci permette di reintegrare non solo i liquidi, ma anche i sali minerali che vengono persi con la sudorazione e che sono indispensabili per il nostro Organismo.

Quando si beve, infatti, non solo ci si disseta, ma si assumono importanti elementi, come calcio, sodio, ferro, magnesio, zolfo, bicarbonato e fluoro, che, a seconda della tipologia e della concentrazione, possono soddisfare le diverse esigenze di benessere psico-fisico. Una diminuzione di acqua totale corporea corrispondente al 2% del peso influisce, infatti, negativamente sia sulle capacità cognitive che fisiche, portando a stanchezza, cefalea, difficoltà di concentrazione, fino alla perdita di coscienza se lo squilibrio raggiunge il 7%. Toccare il 20% significherebbe invece l’incompatibilità con la vita.

I gruppi più a rischio di incorrere in deficit idrico sono:

  • i bambini: la categoria che deve bere maggiormente, infatti, circa tre quarti del loro peso è legato proprio alla presenza di acqua, una percentuale ben più elevata di quella riscontrabile in un adulto. Mantenere il giusto equilibrio idrico è indispensabile per il corretto equilibrio metabolico e permette al bambino di assimilare meglio i Nutrienti presenti negli alimenti. È consigliato fornire acqua oligominerale o minimamente mineralizzata per i più piccoli, per idratarli senza sovraccaricare i reni, mentre acque con maggiore quantità di sali ai ragazzi. In particolare quelle ricche di calcio, che aiutano a rafforzare e a sviluppare denti e ossa. Inoltre spesso i bambini non sono in grado di esprimere il loro bisogno di sete, quindi è opportuno offrire loro piccole quantità, lentamente, facendo attenzione che l’acqua non sia troppo fredda. Vestirli in modo leggero ed evitate l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde rappresentano buone abitudini per prevenire eventuali disturbi correlati al caldo;
  • le donne in gravidanza: durante la gravidanza è fondamentale mantenere sempre il giusto bilancio idrico inteso come il rapporto tra entrate ed uscite di liquidi. Questo non serve solo per mantenere uno stato di salute ottimale, ma anche a "trasmettere" il giusto quantitativo di acqua al bambino, elemento fondamentale per la formazione del Sangue e dei tessuti del nascituro. La futura mamma dovrebbe bere da 1,5 a 2 litri al giorno, quantità che aumenta decisamente in estate;
  • gli anziani: lo stimolo della sete diminuisce con l’età in generale. Inoltre come emerge da diversi studi, anziani over 70 con patologie cardiache sono maggiormente soggetti a disidratazione e problemi in caso di temperature molto elevate. Quindi è importante portarli a bere anche quando non ne sentono il bisogno.

Per chi si espone al sole nonostante l’afa, il consiglio è bere almeno mezzo litro di acqua al mattino prima di uscire e portare con sé una bottiglietta d’acqua, idratandosi a piccole dosi almeno ogni ora.

 

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Osservatorio Sanpellegrino

Il punto di vista
Malattie dell'apparato respiratorio

La sudorazione è uno degli stratagemmi utilizzati dall’organismo umano per mantenere l’omeotermia, vale a dire per cercare di conservare la temperatura corporea sui 37°C e consentire il funzionamento ottimale della “macchina”. Basta, però, un innalzamento della temperatura corporea di soli 2° per vedere ridurre vistosamente la prestazione fisica.

In condizioni ambientali di scarsa ventilazione e tasso di umidità elevato, come avviene in estate con l’afa, la sudorazione si fa così più intensa, determinando un’importante dispersione di acqua e sali. Diventa perciò scarsamente efficace il meccanismo di abbassamento della temperatura corporea legato all’evaporazione.

Reintegrare adeguatamente i liquidi è quindi fondamentale, senza aspettare lo stimolo della sete. Attenzione anche agli altri campanelli d’allarme lanciati dal corpo: stanchezza anomala, diminuzione e colorito più scuro delle urine, così da evitare di incorrere in veri e proprio disturbi per il nostro organismo: prevenire (con una corretta idratazione) è sempre meglio che curare.

03/04/2018
30/07/2013
TAG: Gravidanza | Nutrizione | Scienza dell'alimentazione | Adulti | Estate | Salute femminile