Sempre più città durante l’estate attivano le misure di profilassi e disinfestazione contro la febbre Dengue: una malattia virale tropicale trasmessa dalle zanzare principalmente nel Sud-est asiatico e nelle isole occidentali del Pacifico. Da qualche anno casi di Dengue si verificano, per importazione, anche da noi.

Scattano così i protocolli regionali e comunali per difendersi dal contagio.

Febbre Dengue: il contagio

La febbre dengue si trasmette attraverso la puntura di zanzare infettate del genere Aedes (lo stesso che trasmette anche i virus chkungunya, Zika e febbre gialla).

Si tratta di una malattia simil-influenzale che colpisce neonati, bambini e adulti con sintomi che compaiono 3-14 giorni dopo la puntura infettante. La febbre dengue è causata da quattro virus molto simili (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) ed è trasmessa agli esseri umani esclusivamente dalle punture di zanzare che hanno, però, a loro volta, punto una persona infetta. Non si ha quindi contagio diretto tra esseri umani, anche se l’uomo è il principale veicolo.

Il virus circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, e in questo periodo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri. La dengue è conosciuta da oltre due secoli, spiega il portare dell’Istituto superiore di Sanità, ed è particolarmente presente durante e dopo la stagione delle piogge nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico e Cina, India, Medioriente, America latina e centrale, Australia e diverse zone del Pacifico.

Negli ultimi decenni, la diffusione della dengue è aumentata. Nei paesi dell’emisfero nord, in particolare in Europa, si manifesta soprattutto come malattia di importazione, il cui incremento è dovuto all’aumentata frequenza di spostamenti di merci e di persone. Nel mondo l’incidenza di dengue, fa sapere il Ministero della Salute, è aumentata di 30 volte negli ultimi 50 anni. Sono attualmente stimate 50-100 milioni di infezioni ogni anno in oltre 100 paesi endemici, mettendo a rischio di infezione quasi la metà della popolazione mondiale.

I sintomi della febbre Dengue

Generalmente la malattia dà luogo a febbre anche molto alta nell’arco di 5-6 giorni dalla puntura di zanzara. La febbre è accompagnata da mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito, irritazioni della pelle che possono apparire sulla maggior parte del corpo dopo 3-4 giorni dall’insorgenza della febbre.

I sintomi tipici sono spesso assenti nei bambini. La diagnosi è normalmente effettuata in base ai sintomi, ma può essere più accurata con la ricerca del virus o di anticorpi specifici in campioni di sangue.

Febbre dengue: come curarla

Non esiste un trattamento specifico per la dengue, e nella maggior parte dei casi le persone guariscono completamente in due settimane. Per arrivare presto alla guarigione è importante il riposo assoluto, e si possono assumere farmaci per abbassare la temperatura. È consigliato bere acqua per combattere la disidratazione. In alcuni casi, stanchezza e depressione possono permanere anche per alcune settimane.

La malattia può svilupparsi anche sotto forma di febbre emorragica – con questa espressione era conosciuta in passato – con emorragie in diverse parti del corpo che possono causare veri e propri collassi e, in casi rari, risultare fatali.

La conoscenza della malattia è però aumentata negli ultimi anni e attualmente sono allo studio i vaccini, sebbene l’aver contratto la dengue protegga la persona solo contro il specifico virus che l’ha causata ma non contro gli altri tre ceppi virali.