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Febbre dengue

Redazione Paginemediche
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Che cos'è

La dengue è una malattia febbrile acuta, simile all'influenza, causata dall'infezione da parte del “virus Dengue” e trasmessa agli esseri umani dalle punture di zanzare che hanno a loro volta punto una persona infetta.

Nell’emisfero occidentale il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, anche se si sono registrati casi trasmessi da Aedes albopictus.
La Dengue è normalmente diffusa nelle zone tropicali e subtropicali, ma negli ultimi decenni si è manifestata anche in Europa come “malattia di importazione”.


Sintomi e diagnosi

Dopo un'incubazione variabile tra i 2 e i 7 giorni (in questo periodo il Virus circola nel sangue e la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri) la dengue si manifesta con forte febbre accompagnata da mal di testa, dolori oculari, nausea, vomito, irritazioni cutanee, forti dolori muscolari e alle articolazioni.

Nel bambino la dengue compare con caratteristiche indistinguibili da quelle di molte altre malattie virali: faringite, rinite, febbre, tosse e talvolta sintomi gastrointestinali.

La diagnosi è normalmente effettuata in base ai sintomi e con la ricerca nel sangue del virus o di Anticorpi specifici.


Quali sono le complicazioni?

La malattia può svilupparsi sotto forma di febbre emorragica, con emorragie gravi da diverse parti del corpo che possono causare veri e propri collassi e, in casi rari, risultare fatali.

La febbre emorragica compare in persone che hanno già presenti anticorpi non neutralizzanti: di solito bambini che hanno anticorpi ottenuti dalla madre o persone che hanno già subito un'infezione da virus dengue.


Trattamento

Nella maggior parte dei casi le persone guariscono completamente in due settimane. Le cure di supporto alla guarigione consistono in riposo assoluto, uso di farmaci per abbassare la febbre e somministrazione di liquidi per combattere la disidratazione.

Attualmente non esiste né un trattamento specifico né un vaccino.


Prevenzione

Per prevenire la dengue bisogna evitare di entrare in contatto con le zanzare (attraverso l’uso di repellenti chimici, vestiti protettivi, zanzariere e tende) e disinfestare con larvicidi tutti i ristagni d’acqua in prossimità delle zone abitate, in modo da limitare i possibili luoghi di riproduzione del vettore del virus.

03/11/2016
23/06/2008
TAG: Malattie infettive | Infezioni | Malattie tropicali | Medicina tropicale | Microbiologia e virologia | Virus
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