Roma, 18 mar. (Adnkronos Salute) - Monitorare la risposta immunitaria nella popolazione vaccinata conto Covid 19. E' l’obiettivo di due studi dell’Istituto superiore di sanità. Il primo, in collaborazione con la Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), è dedicato agli anziani residenti nelle Rsa, il secondo è rivolto a una popolazione più ampia. Per quanto riguarda quest'ultimo, per studiare la risposta immunitaria indotta dalla vaccinazione l'Iss ha avviato uno studio longitudinale multicentrico su adulti sani e anziani fragili immunizzati con diverse tipologie di vaccino anti-Covid-19. Il monitoraggio coinvolgerà un campione di 2.000 individui per ognuno dei vaccini attualmente disponibili nel Paese e comprenderà due gruppi: persone relativamente sane tra i 30 e i 65 anni di età e soggetti di età superiore ai 65 anni fragili (cioè affetti da almeno due comorbidità).
Lo studio permetterà di monitorare la risposta anticorpale indotta dalla vaccinazione e la sua durata. Il dosaggio del titolo anticorpale sarà effettuato a 1, 6 e 12 mesi dalla vaccinazione. Ad un anno dalla vaccinazione sarà inoltre misurata la risposta cellulo-mediata. I dati raccolti forniranno informazioni sulla quantità e la qualità della risposta immunitaria indotta dai diversi vaccini in adulti e anziani fragili e, in via preliminare, sull’efficacia nel proteggere dall’infezione e/o dalla malattia.
Per quanto riguarda le Rsa, l'Iss e la Sigg hanno appena avviato lo studio GeroVax per valutare efficacia, sicurezza e durata delle vaccinazioni anti-Covid-19 nel contesto delle Rsa, sugli anziani più fragili nei quali la risposta immunitaria potrebbe essere alterata o inferiore.
Sono stati già coinvolti oltre 300 anziani in 26 strutture di Lombardia, Calabria, Sicilia, Lazio, Toscana e Veneto per registrare le eventuali reazioni avverse al vaccino, ma soprattutto la sua efficacia, monitorando i nuovi casi di Covid-19, gli accessi in pronto soccorso, i ricoveri in ospedale e la mortalità nei 12 mesi successivi alla vaccinazione. In un ampio gruppo di partecipanti sarà valutata anche la durata della protezione vaccinale, misurando la produzione di anticorpi specifici e l’immunità cellulo-mediata fino a 12 mesi dalla prima dose.
L’indagine ha l’obiettivo di coinvolgere 5.000 residenti in 90 Rsa di 10 Regioni italiane, parte della rete del progetto GeroCovid Rsa promosso dalla Sigg, nel quadro di un più ampio studio multicentrico osservazionale, unico in Europa, nato nel marzo scorso per raccogliere dati sulla situazione reale degli anziani più esposti alla minaccia Covid.
A oggi sono già stati arruolati oltre 2.400 anziani in strutture in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Marche, Lazio, Calabria e Sicilia. Per lo studio saranno registrate le eventuali reazioni avverse al vaccino nei primi 7 giorni dalla somministrazione e ne sarà soprattutto valutata l’efficacia, raccogliendo a 6 e 12 mesi di distanza dalla prima dose il numero di eventuali nuovi casi di Covid-19, gli accessi in pronto soccorso, i ricoveri ospedalieri e la mortalità. Quindi, su un campione di 779 anziani, sarà valutata la produzione di anticorpi prima del vaccino e a distanza di 2, 6 e 12 mesi dalla prima dose. In 40 pazienti sarà misurata anche la risposta immunitaria cellulo-mediata a 12 mesi dal vaccino. In questo modo sarà possibile stimare la durata della protezione vaccinale negli anziani più vulnerabili.