09/04/2015

Pubertà precoce: cos'è e quali sono i rischi

Le prime mestruazioni arrivano sempre prima. Fino a qualche generazione fa il menarca, cioè il primo ciclo mestruale, arrivava intorno ai 16 anni oggi invece è in aumento il numero di ragazzine che hanno le prime mestruazioni già a 11 anni.

Ma ciò che preoccupa gli esperti è soprattutto l’aumento dell’Incidenza della pubertà precoce, i cui cambiamenti sono legati alla produzione di ormoni chiamati gonadotropine che stimolano la funzione dei testicoli e delle ovaie.

Uno studio dell’Università californiana di Berkley ha scoperto che il 10% delle bambine di sette anni ha già un accenno di bottone mammario, cioè l’escrescenza dell’areola. Il primo segno dello sviluppo puberale. Tuttavia non in tutti i casi si può parlare di pubertà precoce.

Gli esperti dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma spiegano che le preoccupazioni dei genitori di fronte ai primi segni della pubertà in bambine così piccole è comprensibile.

Il rischio più grande è che la bambina si sviluppi troppo presto e poi si blocchi nella crescita, soprattutto non cresca nella statura. Ma la pubertà precoce non è così frequente: spesso si tratta solo di un avvio anticipato che non deve destare preoccupazione.

Quando intervenire? Dopo aver eseguito esami specifici, come quello del Sangue per verificare i livelli degli ormoni sessuali, un’ecografia per monitorare le dimensioni dell’Utero e una radiografia delle ossa. Solo in caso di risultati positivi in questi test si può parlare davvero di pubertà precoce.

Solo nel 3-5% dei casi si interviene con dei farmaci per bloccare lo sviluppo precoce e in genere lo si fa solo se la diagnosi di pubertà precoce arriva prima dei sette anni mezzo. L’obiettivo è soprattutto quello di normalizzare le curve di crescita e favorire lo sviluppo in altezza.

E’ possibile prevenire la pubertà precoce? Gli esperti ricordano che l’età del menarca ha comunque un elemento di ereditarietà: se la mamma o la nonna hanno avuto presto le prime mestruazioni è probabile che ciò accada anche alla figlia. Ma è importante, ad esempio, tenere sotto controllo l’alimentazione e mantenere un peso nella norma perché il tessuto adiposo può favorire la produzione di ormoni che danno il via alla pubertà.

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