Roma, 19 set. (AdnKronos Salute) - Più vulnerabili durante e immediatamente dopo il parto. Ogni 11 secondi muore una donna in stato di gravidanza o un neonato, principalmente per cause prevenibili, per un totale di 2,8 milioni. Secondo le nuove stime sulla mortalità materna e dei bambini diffuse da un gruppo di agenzie delle Nazioni Unite guidato da Unicef e Oms (Organizzazione mondiale della sanità), però, oggi sopravvive il numero maggiore di sempre di donne e di bambini. Dal 2000 le morti infantili si sono ridotte di circa la metà e quelle materne di oltre un terzo, principalmente grazie a un maggiore accesso a servizi sanitari di qualità e a prezzi accessibili.
Nonostante ciò, le nuove stime rivelano che 6,2 milioni di bambini sotto i 15 anni sono morti nel 2018 e oltre 290.000 donne hanno perso la vita a causa di complicazioni durante la gravidanza e il parto nel 2017 (circa 800 al giorno). Del numero totale di morti tra i bambini, 5,3 milioni (85%) sono avvenute nei primi 5 anni di vita, di cui circa la metà (2,5 milioni) nel primo mese. Su 6,2 milioni di bambini sotto i 15 anni morti nel 2018: 4 milioni sono morti nel primo anno, 1,3 milioni tra 1 e 4 anni e 0,9 milioni tra i 5 e i 14 anni. I bambini affrontano il rischio di morte maggiore durante il primo mese, soprattutto se sono nati prematuri. Circa un terzo di queste morti avvengono nel primo giorno e tre quarti solo nella prima settimana.
"In Paesi che forniscono a tutti servizi sanitari di alta qualità, a prezzi accessibili e sicuri, le donne e i bambini sopravvivono e crescono - ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms -Questo è il potere della copertura sanitaria universale". "Nel mondo, la nascita è occasione di gioia. Ma, ogni 11 secondi, una nascita è una tragedia familiare", ha dichiarato Henrietta Fore, direttore generale dell’Unicef. "Un paio di mani esperte per aiutare le madri e i neonati nel periodo della nascita, insieme ad acqua pulita, nutrizione adeguata, medicine e vaccini di base, possono fare la differenza fra la vita e la morte. Dobbiamo fare tutto il necessario per investire nella copertura sanitaria universale per salvare queste preziose vite".
La fotografia indica ancora ampie disuguaglianze nel mondo, con donne e bambini nell'Africa subsahariana che affrontano rischi sostanzialmente maggiori rispetto a tutte le altre parti del mondo. I livelli di mortalità materna sono circa 50 volte maggiori per le donne nell'Africa subsahariana, e i loro bambini hanno probabilità 10 volte maggiori di morire nel loro primo mese di vita rispetto ai Paesi ad alto reddito. Solo nel 2018 1 bambino su 13 in questa parte del mondo è morto prima del suo quinto compleanno, con un rischio di 15 volte maggiore rispetto a un bambino in Europa.
Proprio in Africa Sub sahariana nel 2018 è stato riscontrato il tasso più alto di mortalità neonatale: 28 bambini morti ogni 1.000 nati vivi. In Europa e Nord America il 54% di tutte le morti sotto i 5 anni avviene nel periodo neonatale. E in In Italia? I tassi di mortalità infantile sono diminuiti costantemente: nel 1990 si segnalavano 6 neonati morti ogni 1.000 nati vivi, nel 2018 si è scesi a 2. E il rischio di morire tra i 5 e i 14 anni è passato da 2 a 1 bambino ogni 1.000 in quella fascia d’età.
"Se non agiamo adesso - concludono Unicef e Oms - 62 milioni di bambini sotto i 15 anni moriranno tra il 2019 e il 2030, compresi 52 milioni di piccoli sotto i 5 anni. Di questi ultimi, circa la metà saranno neonati".