Milano, 26 nov. (Adnkronos Salute) - "In questi mesi di pandemia le visite oculistiche sono diminuite del 50%, sia perché in questa seconda fase di difficoltà non tutti gli ospedali sono disponibili a erogare le prestazioni di tipo oculistico sia perché i pazienti stessi, per timore di contagiarsi, si rifiutano di farsi visitare". Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana (Soi), in occasione del II Congresso digitale Soi in programma in modalità telematica da oggi 26 novembre a domenica 29 lancia un allarme per l'impatto di Covid-19 sui controlli agli occhi e sugli interventi salvavista, come la chirurgia della cataratta o le iniezioni intravitreali contro la maculopatia: "Quest'anno in Europa sono crollate del 70%", mentre sono scese di un terzo in Italia che già ne faceva "il 70% in meno".
Fra gli appuntamenti in calendario durante il summit, anche un simposio dedicato all'organizzazione dell'attività assistenziale oculistica per evitare il contatto tra persone sane e Covid-positive asintomatiche. "Come Soi - afferma Piovella - riteniamo che i tamponi rapidi antigenici possano essere la soluzione migliore per garantire al massimo la sicurezza dei pazienti ed evitare che milioni di persone trascurino la salute dei propri occhi. Solo facendo un tampone in tempo reale - sottolinea l'esperto - noi possiamo stabilire che una persona non è potenzialmente contagiosa e metterla insieme a una persona 'sana' senza che nessuno dei due abbia timore di infettarsi".
"A torto l'assistenza oculistica è considerata elettiva e non urgente - riflette Piovella - Oggi gli ospedali hanno chiuso gli ambulatori e i reparti di oculistica", e "quando si riaprirà ci sarà una lentissima ripresa che farà funzionare il sistema al 30%. Sono molto preoccupato per la riduzione delle chirurgie per rimuovere la cataratta o le terapie intravitreali, tutti interventi salvavista che non si riescono più a fare", avverte lo specialista.
"Il 90% degli interventi oculistici si esegue negli ospedali e questi sono ormai identificati come posto dove è più facile ammalarsi - continua il numero uno della Soi - In alcuni casi le liste d'attesa per una chirurgia della cataratta arrivano oltre 2 anni e questo è un grande problema. Dobbiamo insieme rasserenare e sostenere le persone perché continuino a curarsi. La Società oftalmologica italiana è stata la prima a dare indicazioni su come assicurare ai pazienti l'accesso Covid-free per non venire in contatto con persone positive o potenzialmente infette".
Piovella definisce "allarmanti" soprattutto i numeri delle terapie intravitreali: "Una persona su 3 sopra i 75 anni, se non curata adeguatamente, non riesce più a leggere un estratto conto bancario - evidenzia l'esperto - Già prima del Covid erogavamo il 70% in meno di iniezioni rispetto a Paesi come Germania, Inghilterra e Francia. Nel 2020 in Europa c'è stata una perdita del numero di iniezioni del 70%. Queste nazioni che ne facevano 1 milione all'anno ora ne fanno 300mila, e noi che ne facevano 300mila ora ne facciamo 100mila. La situazione merita attenzione", ammonisce il presidente degli oculisti: "Queste persone, se non hanno la terapia, perdono la vista. Per questo chiediamo che ogni singolo medico oculista venga autorizzato a fare iniezioni intravitreali e questa fondamentale azione non possa essere più limitata a poche centinaia dei 7mila medici oculisti italiani".
Al Congresso Soi verrà presentato un aggiornamento delle Linee guida sugli interventi di cataratta. "La chirurgia della cataratta è cominciata 50 anni fa - ricorda Piovella - Oggi è l'intervento con maggior tutela della sicurezza e con accessibilità molto favorevole. Prima ci si operava di cataratta quando non si vedeva nulla, oggi invece operiamo i pazienti quando la loro vista è ancora positivamente attiva proprio per il miglioramento dei risultati e del controllo degli imprevisti".
"Con i miglioramenti della tecnologia siamo diventati in grado di ridurre le complicazioni: i cristallini artificiali sono affidabili e permettono di guidare, vedere la televisione, leggere un libro o il giornale senza utilizzare nessun occhiale da vista. Incredibilmente sono in grado di correggere i difetti da lontano e da vicino. Il nostro compito è che questi miglioramenti siano estesi a tutte le persone", conclude il numero uno della società scientifica.