La dentina è la parte più tenera e delicata del dente che, se esposta, può portare ad avere denti sensibili. Si trova sotto lo smalto.

Il dente è composto di due tessuti mineralizzati: lo smalto esterno, appunto, e la dentina che è presente nella corona del dente e che forma la radice. La dentina delimita una cavità nella quale si trova la polpa dentaria. Questo tessuto connettivo, supportato da una matrice di proteine simili al collagene, presenta dei microscopici canali (tubuli dentinali) che si irradiano dall’interno del dente, dalla polpa, verso l’esterno.

È la parte porosa del dente, di colore giallognolo, al di sotto dello smalto, che invece è di colore bianco. I tubuli sono pieni di liquido e a loro volta contengono moltissime terminazioni nervose. L’introduzione nella bocca di alimenti o bevande eccessivamente caldi, freddi, dolci o acidi può, in caso di dentina esposta, può dunque provocare uno spostamento di questo liquido che va a stimolare la reazione delle terminazioni nervose, con la conseguente insorgenza di fastidio o dolore acuto (fonte Humanitas).

Il dolore è dovuto alla perdita dello smalto e dunque alla conseguente esposizione della dentina alle variazioni termiche a cui è sottoposta continuamente la cavità orale. La sensibilità dentale agli stimoli termici è comunque un problema molto diffuso ed è tra le cause principali di dolore ai denti, che se non trattato può portare all’insorgenza di altri disturbi come carie o gengiviti.

Dentina, che cos’è?

È dunque importante proteggere la dentina da eventuali esposizioni provocate da perdita dello smalto. Tra le cause più comuni che possono portare a questa condizione e dare quindi origine alla sensibilità dentale c’è senza dubbio lo spazzolamento dei denti particolarmente aggressivo.

Un eccessivo vigore nel lavarsi denti e gengive non fa bene alla bocca: può infatti causare recessione gengivale con conseguente esposizione del colletto dentale, particolarmente sensibile, e il digrignamento dei denti. Uno spazzolino con setole troppo dure inoltre può provocare microfessure nello smalto chiamate proprio “lesioni da spazzolamento”.

Danneggiamento della dentina e complicazioni

La sensibilità dentale, va detto, può anche essere un sintomo di altre patologie (carie, gengivite, pulpite). Un controllo dal dentista svelerà l’origine del disturbo. La dieta, inoltre, se ricca di sostanze zuccherose indebolisce lo smalto scoprendo la dentina.

L’esposizione di questa delicata parte del dente può avvenire anche in caso di recessione gengivale: quando le gengive “si ritirano”, la dentina è scoperta e fa avvertire un dolore acuto in presenza degli stimoli termici. Anche l’usura dentale, legata per esempio al digrignamento involontario (bruxismo) può provocare sensibilità. Così come il reflusso gastroesofageo: il versamento di succhi gastrici a livello dell’esofago può portare a una erosione dello smalto.

Dentina, come proteggerla?

Che cosa fare dunque per proteggere la dentina? Anzitutto utilizzare lo spazzolino giusto: setole morbide o spazzolino elettrico per modulare la pressione durante la pulitura.

Non dimenticare, durante la quotidiana igiene dentale, l’uso del filo interdentale. In caso di bruxismo un valido aiuto contro la sensibilità dei denti è il bite antibruxismo: dispositivo in gomma che, inserito sull’arcata dentaria, impedisce il digrignamento.

Limitare il consumo di bevande e alimenti acidi o dolcificati che possono comportare l’usura dello smalto (vino, aceto, bibite gasate e dolcificate). In caso di carie, gengivite e pulpite è necessario chiedere aiuto al dentista: la cura della sensibilità dentale dipenderà dal trattamento della patologia che ne è alla base.