L'acqua del rubinetto fa male?

l acqua del rubinetto fa male
C’è un luogo comune che bisogna sfatare sull’acqua: berla dal rubinetto fa male? La risposta: assolutamente no.
 

La ricerca di Altroconsumo

Ciò è dimostrato da una ricerca condotta per conto di ‘Altroconsumo’, realizzata prelevando 35 campioni di acqua da altrettante fontanelle pubbliche in tutti i capoluoghi di regione e in altri centri particolarmente popolosi. 

Il risultato? In Italia l'acqua del rubinetto è buona e di alta qualità. 
“Pochi sanno che tutte le virtù dell'acqua decantate da molte pubblicità sono comuni a gran parte dell'acqua potabile di rubinetto, che per inciso è oligominerale nella grande maggioranza dei casi e non ha tutto il calcio e il sodio che si vuole far credere”.
Non bisogna, infatti, dimenticare che per diversi parametri (come alluminio, vanadio e ferro) esistono limiti di legge vincolanti e stringenti per l'acqua del rubinetto, la quale è soggetta a parecchie restrizioni e controlli severi e frequenti. 

Si tratta di parametri fissati per tutelare la salute dei cittadini, il cui rispetto è certificato dalle ASL. “Insomma, l'acqua del rubinetto, per la sua qualità, è un patrimonio prezioso da preservare”.
A tal proposito, la Commissione Europea ha imposto stop a tutte le deroghe del caso, costringendo di fatto gli acquedotti italiani a mettere in atto interventi mirati per rendere potabile e igienicamente sicura l'acqua consegnata ai cittadini. 

Così in molte regioni la situazione è progressivamente migliorata, a dimostrazione che la questione della non conformità dei valori ai parametri di qualità può essere affrontata e risolta con investimenti e interventi opportuni, senza ritardi. 
Leggi anche:
Il ministro britannico, George Osborne, ha annunciato pochi giorni fa l'introduzione di una 'sugar tax' con l'obiettivo dichiarato di combattere l'obesità.
 

Dove si trovano le acque potabili più ‘sane’

Le acque potabili più apprezzate e sicure dal punto di vista igienico, e più ricche di minerali sono quelle provenienti da falde acquifere profonde, e in Italia il 70% delle acque potabili ha questa origine. 
Tuttavia, per sopperire ai crescenti bisogni di acqua potabile dei centri abitati più popolosi spesso si è costretti ad attingere a falde più superficiali, a fiumi e laghi. 
Per esempio l'acquedotto di Ferrara preleva acqua dal fiume Po, mentre quello di Como ha come principale fonte di approvvigionamento l'acqua del lago omonimo. Queste acque richiedono maggiori trattamenti per la loro depurazione e potabilizzazione, con l'aggiunta di cloro, il cui retrogusto tuttavia scompare rapidamente. 
 

Le migliori acque potabili italiane

Secondo Altroconsumo, si trovano ad Aosta, Ancona, Caserta e Perugia. Le altre acque con segno positivo, infine, si trovano a Alessandria, Bologna, Cagliari, Campobasso, Catania, Ferrara, Livorno, Palermo, Parma, Pavia, Pescara, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Trento, Trieste, Udine, Venezia.


Per approfondire guarda anche “Dieta e nutrizione: Acqua“
27/03/2016
27/03/2016