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Acqua del rubinetto e acqua minerale in bottiglia

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Redazione Paginemediche
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Acqua fonte di vita

L’acqua è un composto chimico rispondente alla formula molecolare H2O, necessario in quantità notevoli nell’alimentazione e per tal motivo è considerata come un macronutriente. È tra i più importanti costituenti degli ecosistemi essendo alla base di tutte le forme di vita, compresa quella dell’uomo. La nostra stessa origine è dovuta proprio alla presenza sul Pianeta Terra dell’acqua, la quale ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo delle prime antiche civiltà non a caso localizzate lungo i grandi fiumi dell’Oriente.

Acqua potabile “da rubinetto”

L’acqua dunque è quella risorsa primaria che permette in primis la sopravvivenza degli esseri viventi tutti, in secundis della totalità delle attività fondamentali dell’uomo.
Il complesso di norme che regolano il settore delle acque potabili nonché criteri e parametri cui un’acqua deve sottostare per poter essere dichiarata potabile è costituito da:
D.M. 21/12/1990, n° 443; D.L.  02/02/2001, n° 31 che recepisce la direttiva europea 98/83/CE e D.M. 06/04/2004, n° 174.
È proprio la legge 31/2001 che definisce le acque destinate al consumo umano nei seguenti modi:
“Le acque trattate o non trattate, destinate ad uso potabile, per la preparazione di cibi e bevande, o per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite tramite una rete di distribuzione, mediante cisterne, in bottiglie o in contenitori“. Le acque utilizzate in un’impresa alimentare per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione o l’immissione sul mercato di prodotti o di sostanze destinate al consumo umano, escluse quelle individuate ai sensi dell’art. 11, comma 1, lettera e, la cui qualità non può avere conseguenze sulla salubrità del prodotto alimentare finale.”

Quanta acqua bisogna bere?

In generale, può valere l’indicazione che è necessario bere quanto può essere sufficiente per un corretto equilibrio idrico nell’organismo, cioè quando si ha lo stimolo della sete, specialmente quando si è giovani e in buona salute.
Il nostro Organismo infatti attraverso urina, sudorazione e respirazione perde circa due litri di acqua al giorno, per reintegrare la quale si rende necessario berne circa un litro e mezzo, oltre a quella naturalmente contenuta nei cibi e nella frutta. Quantitativi maggiori di acqua vengono consumati da chi soffre di patologie particolari.

Acqua del rubinetto e acqua minerale in bottiglia: qual è l’acqua migliore?

Oggi molte amministrazioni comunali ed altrettanti addetti ai lavori spingono verso un sostanziale incremento nell’uso dell’acqua da rubinetto, quella che simpaticamente viene definita “l’acqua del Sindaco”.

L’acqua di rubinetto è buona e sana: inodore, incolore, insapore, limpida, fresca e aerata, priva di microrganismi patogeni e di sostanze nocive, sicura grazie a tutta la serie di controlli quotidiani molto severi previsti dalla normativa vigente, che non ammettono assolutamente rischi per la salute degli utenti; controlli peraltro con limiti molto più stringenti e su un numero di parametri molto più alto di quelli previsti per le acque in bottiglia, garantendo una migliore qualità dell’acqua di rubinetto rispetto a quella imbottigliata; lo stesso cloro disciolto in acqua ne garantisce la purezza microbiologica durante tutto il percorso.

Le acque Minerali sono esclusivamente quelle riconosciute e definite tali dal Ministero della Salute sulla base di una specifica normativa che prevede analisi chimico-fisiche e microbiologiche sulla composizione, purezza e qualità, atte a determinarne le caratteristiche peculiari.
La normativa vigente in riferimento al D.L. 25/02/92 n° 105 considera minerali le acque:

  • che siano originate da falde o da un giacimento sotterraneo, che provengono da una o più sorgenti naturali o perforate; 
  • che, microbiologicamente pure, abbiano caratteristiche igieniche particolari;
  • che abbiano proprietà favorevoli alla salute.

Che differenza esiste fra l’acqua potabile “di rubinetto” e le acque minerali?

Le normali acque potabili da rubinetto provengono da falde superficiali o da fiumi o da laghi e quindi possono essere sottoposte a trattamenti di potabilizzazione o battericidi.
Sulle acque minerali, le acque di sorgente che gli anglofoni chiamano “spring water“ e i francofoni  “eau de source“, è tassativamente vietato operare qualsiasi trattamento chimico che ne alteri la composizione: l’unica deroga consentita è l’eventuale aggiunta di anidride carbonica per renderle gassate.

Le acque minerali devono essere batteriologicamente pure, prive di agenti inquinanti e devono essere imbottigliate così come sgorgano dalla sorgente. I vari stabilimenti infatti si limitano a sfruttare per l’imbottigliamento l’acqua di una sorgente: ecco perché son dette “acque di sorgente".
Caratteristiche e proprietà salutari di ciascuna acqua dipendono dalla sorgente di provenienza e dai sali minerali che l’acqua stessa ha strappato alla roccia durante tutto il suo percorso sotterraneo, prima di sgorgare in superficie.

I tipi di acque minerali

I minerali presenti nelle acque, indicati come “residuo fisso”, cioè la quantità di sali minerali depositati da un litro di acqua fatta evaporare a 180°, danno la classificazione delle acque minerali:

  • Acque Minimamente Mineralizzate: residuo fisso ≤ 50 mg/l. Trattasi di “acque leggere” che, essendo povere di sali minerali, favoriscono la diuresi e facilitano l’espulsione di piccoli calcoli renali;
  • Acque Oligominerali: residuo fisso > 50 ≤ 500 mg/l. Grazie ai pochi sali contenuti sono ottime acque da tavola, adatte ad essere bevute quotidianamente ed inoltre svolgono un’ottima azione diuretica e contengono poco sodio;
  • Acque Minerali o Medio Minerali: residuo fisso > 500 ≤ 1500 mg/l. Contengono una percentuale ragguardevole di sali minerali e pertanto è bene non berne in quantità eccessive e cioè fino a un litro al giorno, alternandole con acque oligominerali. Hanno applicazioni diverse in ragione del tipo di sostanze in esse presenti: calcio, zolfo, ferro, magnesio, bicarbonato ed altre ancora;
  • Acque Ricche di Sali Minerali: residuo fisso > 1500 mg/l. Sono molto ricche di sali e pertanto devono essere bevute a specifico scopo curativo e su consiglio medico. Normalmente si comprano in farmacia ma è possibile reperirne qualcuna anche in supermercato.

Esiste poi la Classifica delle acque minerali compilata in base alla composizione salina, cioè in base alla qualità dei sali contenuti:

  • Acque Bicarbonate, con tenore di Calcio > 600 mg/l: facilitano la Digestione se bevute durante i pasti, combattono l’acidità, se bevute a digiuno; prevengono l’osteoporosi, se assunte in età adulta e favoriscono la crescita durante l’infanzia; sono altresì ideali per chi soffre di patologie epatiche e biliari
  • Acque Solfate, con tenore dei solfati  > 200 mg/l, sono leggermente lassative e quindi consigliate a chi soffre di malattie epatiche e biliari e coliche spastiche; sono invece controindicate durante la crescita poiché i solfati interferiscono con l’assorbimento del calcio
  • Acque Clorurate, con tenore di cloruro > 200 mg/l, sono indicate per malattie epatiche e biliari
  • Acque Calciche, con tenore di calcio > 150 mg/l,  sono indicate nei casi di malattie epatiche e biliari, sono indicate altresì per le donne in gravidanza e in menopausa, per i bambini
  • Acque Clorurate, con tenore di cloruro > 200 mg/l, sono indicate come coadiuvante nella cura di malattie epatiche e biliari
  • Acque Magnesiache, con tenore di magnesio > 50 mg/l, hanno azione purgativa e sono indicate nella prevenzione delle patologie ostetriche, ginecologiche e aterosclerotiche
  • Acque Fluorate o contenenti fluoro in concentrazione > a 1 mg/ vanno consumate con molta parsimonia, essendo presente il rischio di una fluorosi;
  • Acque Ferruginose o contenenti ferro bivalente con tenore  > a 1 mg/l sono indicate per persone affette da anemia per carenza di ferro;
  • Acque Sodiche con tenore di sodio > 200 mg/l vanno evitate dai bambini, dagli ipertesi e da chi segue una dieta povera di sodio;
  • Acque Iposodiche con tenore di sodio

È opportuno pertanto saper leggere con la maggiore consapevolezza possibile la “Carta d’Identità”  di un’acqua imbottigliata. Su ogni Etichetta è sempre stampata la dicitura “Acqua Minerale Naturale”, per poterla distinguere da altre acque, nonché il nome dell’acqua stessa.
Sono riportati inoltre a chiare lettere: 

  • il nome della sorgente e di chi ha imbottigliato
  • la data di imbottigliamento e relativa scadenza (il termine minimo di conservazione)
  • il codice a barre
  • il lotto di produzione
  • la quantità di acqua contenuta
  • sono indicati infine il ph, i risultati delle analisi chimiche effettuate e l’Università che le ha effettuate
  • la Classificazione in ragione del Residuo Fisso
  • la dicitura Microbiologicamente Pura attesta la totale assenza di germi pericolosi per la salute e indicatori di inquinamento, ma non esclude la presenza di una certa flora microbica naturale e tipica  a riprova che l’acqua minerale naturale non è stata trattata
  • dicitura Ambientale con cui si invita a non disperdere il contenitore nell’ambiente dopo l’uso
  • le indicazioni per una corretta conservazione del prodotto.

Utile da sapere sull'acqua

  • Si può bere tranquillamente non solo fuori ma anche durante i pasti: tutt’al più si allungano di poco i tempi di digestione per diluizione dei succhi gastrici ma nel contempo si facilita pure la digestione poiché si migliora la consistenza dei cibi ingeriti.
  • L’acqua non fa ingrassare dal momento che non contiene calorie: il momentaneo aumento di peso dura finché non viene naturalmente eliminata l’acqua.
  • Il calcio contenuto nell’acqua è assorbito dal nostro organismo esattamente come quello contenuto nel latte: il che è particolarmente importante poiché contribuisce a formare un patrimonio osseo dall’infanzia all’adolescenza, per aiutare dopo a prevenire e a contenere l’osteoporosi.
  • L’acqua naturalmente gasata o quella addizionata a una leggera percentuale di anidride carbonica non fanno male alla salute, anzi, per varie persone il gas presente migliora il gusto, conserva meglio il prodotto e favorisce la digestione; solo in presenza di un elevato quantitativo di gas si possono creare dei leggeri problemi a persone già sofferenti di disturbi gastrici e/o intestinali.

 

Per approfondire guarda il video "Acque minerali, quali sono le differenze?"

08/03/2017
23/12/2009
TAG: Scienza dell'alimentazione | Nutrizione | Benessere psicofisico
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