Buongiorno. Mia madre (51 anni-1,65mt-75kg) lo scorso giugno è stata operata di adenocarcinoma all'utero di 2°stato B. Ha quindi subito un'isterectomia totale con conseguente trattamento di 4 cicli di chemioterapia (taxolo+carboplatino), 28 cicli di radioterapia e 2 di brachiterapia. A distanza di 40 giorni dalla fine dei trattamenti ha rifatto la TAC, l'Rx toracica, esami del sangue e marcatori. Dalla TAC è emerso un ispessimento dell'ultimo tratto dell'intestino che, a detta del medico che le ha fatto la radioterapia, è assolutamente normale per via delle radiazioni.Per quanto riguarda i marcatori il Ca19,9 è passato dai 74 prima dell'intervento a 19, il Ca125 da 62 a 15 e il Ca 15,3 da 30 a 10. Il Cea invece da 10,5 a 9,2 (pregasi notare che gli ultimi marcatori sono stati fatti in un laboratorio diverso da quelli fatto prima dell'intervento). Tuttavia un valore pari a 9.2 risulta ugualmente alto, sebbene mia madre sia una forte fumatrice. L'oncologo per scongiurare un'eventuale correlazione tra i valori del Cea e l'ispessimento intestinale le ha fatto ripetere il marcatore e attendiamo l'esito. Tuttavia mi sembra strano che sia prima che dopo l'intervento il marcatore che riporta il valore più alto sia il Ca19,9 che sostanzialmente è quello inerente all'apparato digerente.Non vorrei che mia madre avesse metastasi all'intestino di cui nessun medico si è accorto. Secondo lei il valore del Cea è da ricondurre al tabagismo o è di natura neoplastica ed ha quindi correlazione con l'ispessimento intestinale? Il medico di famiglia crede che non ci sia correlazione e che l'uno dipende dalla radioterapia e l'altro dal fumo anche perché mia madre mangia con appetito e non ha problemi di stitichezza. Lei cosa ne pensa? C'è da preoccuparsi o possiamo finalmente tranquillizzarci? La ringrazio in anticipo e le chiedo scusa per essermi dilungata tanto ma sono molto preoccupata per la salute di mia madre.