11-02-2004

Adenocarcinoma della papilla di Water

Gentili Signori, vi disturbo ancora per sottoporvi una ulteriore domanda, scusandomi in anticipo per il disturbo. Breve riassunto: a mia madre, dopo innumerevoli esami, è stato diagnosticato un adenocarcinoma della papilla di Water, con metastasi nel fegato. Sembra che il tumore in questione, sia risalito nel fegato per via canalare, senza aver compromesso vasi sanguigni né Linfonodi. E' stata sottoposta ad un intervento chirurgico molto complesso, consistente in una resezione epatica del quarto segmento (così mi sembra di aver capito), asportazione della colicisti (in quanto aveva un calcolo) ed una duodenocefalopancreasectomia con le relative ricostruzioni. L'intervento è durato 11 ore circa eseguito presso il centro trapianti del Policlinico Umberto Primo dall'équipe del Prof. Berloco. Ora mia madre è in Terapia intensiva da circa una settimana, ed ha ricomiciato a bere (un po' di acqua ed un po' di the) ma è ancora sofferente. Le mie domande sono queste: ho notato la presenza di un subittero, è normale? Il dottore di guardia mi ha detto di si, ma lo chiedo anche a voi. Siamo in attesa dell'esame istologico delle parti asportate. Perchè? Che altro mi posso aspettare? Non era sufficiente l'esame bioptico fatto precedentemente? Perchè rifare un esame istologico? Il professore ha detto che i dotti pancreatici erano liberi. Perchè allora eseguire una cefalopancreosectomia? Forse a scopo preventivo? E' anche molto probabile che non sarà necessario fare cicli di Chemioterapia. Conviene comunque sentire pareri di altri oncologi? A chi mi posso rivolgere? Come vive una persona che ha subito questo tipo di intervento? Avrà problemi ad alimentarsi? Quali altri esami è il caso di fare? Grazie infinite come sempre.
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
Risposta
Le sue numerose e legittime domande in merito al decorso post-operatorio di sua madre, meritano tutta l’attenzione e la serietà che il caso richiede. Tuttavia si deve considerare che soltanto i medici che seguono da vicino e, peraltro, con grande professionalità ed accuratezza, sua madre, possono esaudire appieno queste sue richieste, in quanto hanno a disposizione tutti i dati clinici, di laboratorio e strumentali necessari per valutare la prognosi. Sebbene esistano delle entità che vengono definite sotto il termine di malattie, la valutazione del singolo paziente prescinde sempre dalle generalizzazioni e va considerata in maniera individuale. Fatta questa doverosa premessa, le posso confermare che la presenza di subittero è da considerare normale in un paziente a cui è stato effettuato un intervento sulle vie biliari. Inoltre la risposta dell’esame istologico sul pezzo operatorio è fonte di numerose informazioni importanti che non potevano essere tratte dal prelievo fatto in precedenza, per ovvi motivi, limitato e meno affidabile. Infine per quello che riguarda il tipo di intervento, consideri che, essendo coinvolto nel processo tumorale la papilla di Vater, che si trova incastrata tra duodeno e testa del pancreas, non vi è altra alternativa che resecare sia il duodeno che la testa del pancreas per l’asportazione del tumore. Non è pensabile che sia stata eseguita tale resezione per via preventiva. L’intervento che ha subito sua madre è certamente di notevole entità e la natura del problema rende comunque necessaria la consulenza di un oncologo, che valuterà, anche in funzione della risposta istologica e dello stato clinico del soggetto, l’opportunità della chemioterapia.
TAG: Epatologia | Fegato | Gastroenterologia | Medicina interna
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