Salve, nel mese di Ottobre è stata diagnosticata a una mia amica una neoplasia della papilla di Vater. A seguito di iter diagnostico composto da RM con contrasto, biopsia, TAC, Ecoendoscopia, Pet con FDG e Pet con Gallio il responso è stato di una neoplasia benigna; il riscontro è arrivato il 16 Novembre e da quel giorno è in lista di attesa per una ampullectomia endoscopica per rimuovere radicalmente la neoplasia. Il problema, e la ragione della mia preoccupazione, è che ad oggi ancora non c'è una data certa anche a causa della carenza di letti in reparto dovuta all'epidemia di CoVID-19 visto che il medico che l'ha in cura ha detto che da 20 letti sono rimasti con 6 letti per tutta l'unità di Peschiera del Garda. Senza nulla voler togliere alle scelte sicuramente molto difficili che devono compiere i sanitari in questi giorni la mia preoccupazione è che, sebbene la natura della neoplasia sia benigna un protrarsi dell'attesa possa compromettere il quadro clinico e/o vanificare i numerosi esami a cui si è sottoposta. Considerando che ad oggi la mia amica non ha mai manifestato ittero e i sintomi di prurito addominale sono tenuti sotto controllo tramite dieta ipolipidica ed assunzione di Colestiramina la bisogno, per quanto tempo è deferibile un intervento comunque delicato come questo senza dover correre rischi eccessivi? Se non si manifestano sintomi particolari è comunque normale eseguire una operazione chirurgica basandosi su dati diagnostici che potrebbero essere anche vecchi più di un mese? Sono molto in ansia per il protrarsi di questa situazione. Vi ringrazio anticipatamente per i vostri riscontri.