06-10-2016

Arteriopatia Obliterante

Carissimo Dottore dopo una visita dal chirurgo vascolare per mio padre 80 anni (da premettere forte fumatore non è diabetico ed ha una cardiopatia aritmica ipertensiva che tiene sotto controllo con terapia adeguata) hanno riscontrato un'arteriopatia obliterante cronica degli arti inferiori 2 stadio sec. Fontaine. Dopo tutti gli accertamenti del caso tac, risonanza magnetica, e ecodoppler ha una occlusione completa alla arteria iliaca Sx, pervia ma diffusamente ridotta calibro l’arteria iliaca DX esterna nel tratto distale.
Tanti tentennamenti per l’intervento perché dicevano che era pericoloso perché gli dovevano fare un By Pass dall’inguine, siccome mio padre ha un ernia inguinale non volevano fare l’intervento tradizionale per l’alto rischio. Decidono comunque di intervenire in anestesia locale e il giorno 23 agosto viene sottoposto ad angiografia e tentativo di rivascolarizzazione e con il catetere non sono però riusciti a stappare l’arteria.
Lo hanno dimesso con la con la seguente diagnosi. Destro: occlusione iliaca esterna flusso da riabilitazione su femorale comune e profonda placca la superficiale, flusso fortemente demodulato su poplitea e tibiale posteriore. Sinistro: occlusione iliaca esterna flusso da riabilitazione su iliaca esterna su femorale comune e profonda placca la femorale superficiale, flusso fortemente demodulato su poplitea tibiale posteriore.

La terapia che prende è la seguente: Cardirene 1 al g, Plavix 75mg 1 al g, Trental 400 mg 2 al g, Pantorac 1 al gl, Palexia 100 mg mattina e sera e oltre al palexia prende anche l’OKI così riesce a riposare. Deve andare a controllo a novembre ma non va tanto bene, accusa comunque dolori specie la mattina appena sveglio, non riesce a camminare e comunque cammina poco e accompagnato. I medici dicono che ormai non c'è più nulla da fare, quello che potevano fare a mio padre lo hanno fatto. "Anche se andrai da alti medici sarà uguale" mi è stato detto anche in quella Stuttura Ospedaliera. Se dorme di notte, quando si sveglia la mattina non riesce a camminare: quelli non sono dolori vascolari ma sono dolori di natura scheletrica. La domanda che le chiedo Carissimo Dottore veramente a mio padre non c’è più nulla da fare? Lo hanno definito come un malato terminale ed io sono disperata. Certa di un cortese riscontro la saluto Dottore.
Risposta di:
Dr. Filippo Preite
Specialista in Chirurgia vascolare
Risposta
La situazione clinica andrà monitorata nel tempo, la terapia farmacologica mi sembra adeguata; cercherei di fargli fare un po' di movimento, anche passivo; se poi dovessero comparire segni iniziali di necrosi, una volta si usava fare una simpaticectomia (mono o bilaterale) efficace almeno sui sintomi.
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