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Esperto Risponde

calcolosi renale con infezione da Klebsiella

buongiorno, Ho 33 anni e durante la gravidanza (ho partorito a febbraio 2012) ho avuto cistite da klebsiella pneumoniae. Mi hanno curato con antibiotici per bocca (nessun effetto) e due cicli di glazidim con punture (stavo bene per poco e all'urinocoltura successiva ricompariva sempre la Klebsiella). sempre in gravidanza ho avuto forti dolori alla parte bassa della schiena. E' stato riscontrato un calcolo di 7mm nella parte alta del rene. Dopo il parto mi e' stato consigliato di ripetere il trattamento antibiotico ma con farmaco piu' specifico per il rene( sembra che il focolaio di infezione sia anche sul rene,dall'ecografia) e successivamente di fare un bombardamento del rene per eliminare i calcoli. visto che allatto ancora e visto che non vorrei diver rifare l'antibiotico, non ho fatto ancora nulla. Ho provato con integratori di mannosio e mirtillo ma non funzionano. ora ho bruciore ma lieve e cerco di bere piu' acqua. mi chiedevo se posso bombardare il calcolo prima di riprovare l'antibiotico. ho letto che Klebsiella e' un batterio tenace e che comunque non e' detto vada via con gli antibiotici..grazie mille!
Risposta del medico
Specialista in Urologia

Gentile Signora,

per giudicare nel modo più appropriato la sua situazione sarebbe indispensabile conoscere in maggior dettaglio i sui accertamenti. D'ogni modo, per un calcolo di quelle dimensioni il trattamento con le onde d'urto viene proposto come prima alternativa di trattamento. Io penso che il trattamento sia da eseguire appena possibile, e dovrà essere preceduto nei giorni immediatamente precedenti da un ciclo di terapia antibiotica con un farmaco dimostratosi efficace alla più recente urocoltura (che sarebbe pertanto da ripetere). Le diò che comunque, se ha sintomi vescicali (bruciori, anche lievi) è abbastanza improbabile che la fonte di infezione sia il calcolo, da cui è comunque il caso di liberarsi, a prescindere. Sarebbe anche opportuno valutare la situazione dal punto di vista intestinale, per instaurare una eventuale terapia di supporto. In tutto questo percorsoò dovrà ovviamente essere seguita da un nostro Collega specialista in Urologia:

Saluti

Dott. Paolo Piana

Risposto il: 23 Giugno 2012