24-05-2006

Dopo tanti anni di attività subacquea agonistica,

Dopo tanti anni di attività subacquea agonistica, quest’anno mi è stato attribuito un bel certificato di non idoneità. Questo perché si è verificato che questa volta, oltre al solito lieve prolasso mitralico anteriore, si è aggiunta un’altra voce nel risultato dell’ecocardiogramma, a cui mi sono sottoposto come ogni anno, e cioè aneurisma del setto interatriale. Secondo il mio cardiologo questo aneurisma è congenito e non pregiudica l’attività agonistica subacquea mentre per il medico cardiologo a cui fa riferimento la sezione di Pesaro del Coni, si tratta di una patologia cardiaca molto rara che potrebbe rappresentare un rischio nell’attività agonistica. Quindi nessuna idoneità.
Ora, vi prego di far luce su questa mia idoneità o non idoneità anche perché, se la patologia è così rara, come si fa ad avere una rilevanza casistica per determinare l’inabilità? Inoltre ho il dubbio che quando si ha a che fare con qualcosa di cui non si è certi, è sempre meglio negare l’idoneità così non si rischia nulla…

Grazie.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Chiaramente il mio giudizio è generico dovendomi basare su fatti riferiti. L’aneurisma del setto interatriale può però essere causa di embolie periferiche e per tale motivo non posso non condividere il giudizio del cardiologo del CONI di inibirla da un attività comunque di divertimento e già di per sé a rischio.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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