Non sono solo un disturbo estetico, ma una vera e propria patologia del sistema circolatorio che colpisce una persona su tre. Parliamo delle vene varicose: il disturbo, assai frequente soprattutto tra la popolazione femminile, caratterizzato dalla dilatazione permanente di alcune vene e dall’alterazione delle loro pareti. Le vene varicose si possono contrastare anche a tavola, con un’alimentazione più orientata alla salute del cuore.

La dieta anti vene varicose secondo gli esperti

Un’alimentazione anti-varici privilegia la frutta e la verdura fresche di stagione. I vegetali, oltre a consentire un maggior controllo del peso corporeo (ricordiamo infatti che essere sovrappeso non aiuta la buona circolazione), apportano anche una giusta quantità di vitamine e di antiossidanti che mantengono le vene in salute.

La Fondazione Veronesi consiglia di non far mancare mai sulla propria tavola cereali integrali, frutta secca (noci specie di macadamia, nocciole, mandorle), germe di grano, tuorlo d’uovo, verdure a foglia larga che contengono vitamina E. Tutti questi alimenti contrastano i radicali liberi. Altrettanto importanti sono la vitamina A, contenuta nella carne bianca, i latticini non stagionati, uova e fegato.

E la vitamina C, presente nelle arance, limoni, mandarini, kiwi, ribes, ananas, more. Fra le verdure, non rinunciare ai pomodori, ricchi di licopene, un carotenoide altamente antiossidante.

Nella frutta e nella verdura troviamo anche i flavonoidi, sostanze indispensabili al buon funzionamento del circolo venoso. Previlegiare in modo particolare mele e pere, cavolo, indivia, sedano, cipolla, lattuga, broccoli, fagioli e soia. Fra le bevande il tè, che contiene le catechine, e il vino rosso (non più di due bicchieri al giorno). L’azione vasoprotettrice è indotta anche dagli antocianosidi del mirtillo nero. È importante infine limitare al minimo il sale ed evitare salse e condimenti troppo ricchi. Poca caffeina, e zero alcol e dolci prodotti industrialmente.

Cosa sono le vene varicose?

Le vene varicose o varici sono vene superficiali delle gambe, molto dilatate, al punto da essere visibili a occhio nudo e apparire tortuose, sporgenti e bluastre, dove il sangue circola a fatica a causa del cedimento delle loro pareti esterne, fattore che ne determina l’allargamento.

Mentre le arterie portano il sangue dal cuore ai tessuti, il compito delle vene è quello di trasportare il sangue cosiddetto “di ritorno”, ossia dai tessuti al cuore. Un lavoro, quindi, che si svolge contro l’azione della forza di gravità. Per pompare il sangue verso l’alto ed evitare ristagni (le famose varici), è fondamentale che le vene siano in buona salute, le loro valvole funzionino, le loro pareti siano elastiche. Quando questo meccanismo non funziona al 100% le vene non ce la fanno a far risalire tutto il sangue verso il cuore e si crea quel fenomeno conosciuto come vene varicose.

Le cause sono tante: la familiarità del problema, anzitutto; ma anche la vita sedentaria, il sovrappeso, stare in piedi molte ore, l’età, il sesso. Le donne colpite sono circa il doppio degli uomini: alcuni studi hanno dimostrato infatti che gli estrogeni influenzano il rilassamento dei tessuti venosi.