05-07-2017

Emorroidectomia secondo Milligan Morgan

Gentilissimi Dottori, sono un quarantenne che si è sottoposto ad emorroidectomia secondo Milligan/Morgan, per emorroidi di terzo grado sanguinanti. Premetto che ho affrontato l'intervento, non tanto per il dolore (non ho mai avuto crisi acute ed invalidanti), ma soprattutto per porre fine alla rettorragia sempre più abbondante e frequente. Sono stato operato esattamente una settimana fa ed il chirurgo mi ha detto di aver escisso i tre gavoccioli più voluminosi, ma di non essere intervenuto su due minori per lasciare la necessaria parte di tessuto, per ottenere una buona cicatrizzazione, minimizzando i rischi di stenosi futura.

Il decorso post operatorio è molto doloroso, ma di questo ero stato avvisato. Il secondo giorno dall'intervento, mi si è formato un edema localizzato a metà circonferenza perianale: praticamente ho un gavocciolo voluminoso e tumefatto che mi provoca dolori fortissimi, difficilmente controllabili con gli antidolorifici. Il chirurgo dice di non preoccuparmi perché l'edema è una naturale reazione al trauma chirurgico, ma non sa darmi tempi indicativi necessari al riassorbimento dello stesso, nel frattempo mi ha consigliato di proseguire a prendere degli integratori, che aiutano la guarigione dall'edema stesso e che avevo iniziato a prendere già prima dell'intervento.
Finora ho avuto solo poche evacuazioni, con modestissima espulsione di feci: purtroppo il dolore mi interrompe lo stimolo ed ho una sensazione di "ano chiuso", infatti le pochi feci espulse sono nastriformi e di calibro ridotto, nonostante si presentino molto morbide, perché sto seguendo una dieta molto liquida, ricca di fibre e con qualche integratore a blanda azione lassativa di tipo osmotico.

Poiché ieri il chirurgo mi ha detto che non devo ponzare troppo e che anche i dilatatori possono essermi utili in questa fase, ieri (con dolore) sono riuscito ad inserire completamente il dilatatore più piccolo, che mi ha procurato stimolo, con la solita scarsississima evacuazione. Purtroppo però da quel momento il gavocciolo perianale si è ingrossato ed è diventato ancor più dolente, rendendomi ancor più problematica l'evacuazione, inoltre mi ha aumentato l'incontinenza ed infatti adesso l'uscita di gas intestinali è accompagnata da liquido emato-fecale che non riesco a trattenere.

Ovviamente il chirurgo mi ha detto di sospendere l'uso dei dilatatori, in attesa che la situazione migliori. Purtroppo però il mio problema permane: avrei bisogno di "liberarmi", ma invece ho solo scarse, brevi, interrotte e dolorose evacuazioni, a causa soprattutto di questo edema. Non vorrei addirittura arrivare alla formazione di qualche fecaloma, continuando così. Vorrei chiedervi: secondo voi, la situazione che vi ho illustrato, rientra nella "normalità", considerando tempi, dolore e problematiche? Inoltre, credete che possa valutare l'uso di un clisterino evacuativo? O questo può creare problemi meccanici o chimici alle ferite chirurgiche? Infine, stimolare l'evacuazione in questo modo, potrebbe causarmi una lunga seduta e peggiorare l'edema? Vi ringrazio fin d'ora per la vostra attenzione e per le risposte che vorrete fornirmi. Grazie mille!

Risposta di:
Dr. Marcello Picchio
Specialista in Chirurgia dell'apparato digerente e Chirurgia generale
Risposta

Il dolore postoperatorio dopo emorroidectomia secondo Milligan-Morgan è spesso severo e causa tutte le problematiche da lei descritte: in particolare la stipsi riflessa. A così breve distanza dall'intervento chirurgico bisogna mirare a controllare il dolore con un'idonea terapia (paracetamolo + FANS) in modo da favorire l'evacuazione.

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