Intestino, il nostro secondo cervello

intestino il nostro secondo cervello
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Quando sentiamo dire che l’intestino è un secondo cervello non si tratta solo di un luogo comune o di un modo di dire che si tramanda di generazione in generazione. L’intestino è strettamente connesso con il cervello al punto che alcuni studi, anche recenti, hanno indagato su quanto profondo sia questo collegamento.

Una ricerca condotta dai ricercatori dell’Università canadese di Calgary e pubblicata su Nature Reviews Gastroenterology and Hepatology, ad esempio, ha scoperto che infondere degli acidi grassi direttamente all’interno dello Stomaco produce un immediato e netto miglioramento dell’umore, oltre che aumentare l’attività all’interno delle aree cerebrali deputate all’elaborazione delle emozioni.

Tradotto, ciò vuol dire che l’arrivo di grassi all’interno dell’apparato digerente produce una tempestiva sensazione di benessere e agisce positivamente sul sistema nervoso centrale, a dimostrazione che stomaco/intestino e cervello sono strettamente connessi.

Inoltre una ricerca tedesca ha scoperto che, attraverso gli ormoni chiamati catecolamine, lo Stress modifica l’equilibrio della flora batterica intestinale, così come è vero il contrario, e cioè che i Batteri intestinali influenzano lo stato di stress e soprattutto la risposta dell’intestino allo stress (modificando motilità e sensibilità dei visceri).

Ciò dimostra ancora una volta che la flora batterica, il sistema immunitario e quello nervoso sono legati a doppio filo e non solo influenzano la risposta allo stress e ne vengono influenzati ma possono anche giocare un ruolo chiave nello sviluppo di problemi intestinali. Non a caso nell’intero apparato gastrointesinale si trovano milioni di neuroni che sono in stretta comunicazione con le cellule del sistema imunitario, ma anche con quelle del sistema nervoso centrale e con le strutture intestinali.

Il punto di vista
Gastroenterologia

I disturbi funzionali gastrointestinali (FGID) si manifestano con una caratteristica combinazione di sintomi cronici o ricorrenti a carico dell’apparato gastrointestinale. I FGID sono estremamente comuni tanto da colpire almeno un terzo della popolazione e rappresentano almeno il 50% dei consulti specialistici gastroenterologici.

Tali disturbi funzionali causano una importante riduzione della qualità della vita determinando un enorme impatto sociale per chi ne è affetto. I sintomi dei FGID possono essere molteplici, tra cui alterazioni della motilità intestinale con diarrea, stipsi o alvo alterno, ipersensibilità viscerale, eccessiva produzione di gas intestinale, modificazioni della flora intestinale etc.

Per approfondire leggi la scheda.

06/06/2015
20/05/2013
TAG: Gastroenterologia