29-05-2008

Esami per la valutazione dell'ischemia

Buongiorno sono Remo, 58 anni, le scrivo la mia storia clinica (scusate se mi dilungherò ma voglio che i dati forniti siano esaurienti) STORIA CLINICA: paziente con familiarità per malattie cardiovascolari. Ottobre 2007 STEMI trattato con PCI primaria su IVA, complicato da FV tardiva (VI giornata) a cui è seguito impianto di ICD 5/10/2007: CORONAROGRAFIA Coronaria sinistra TC:indenne IVA:normale pervietà dello stent precedentemente posizionato al tratto medio con flusso TIMI 2 al segmento distale del vaso; il restante decorso del vaso è indenne da malattia significativa: Il primo ramo diagonale appare incarcerato dall'endoprotesi precedentemente apposta su IVA. CFx: assenza di malattia ateromasica significativa Coronaria destra CDx: stenosi non significativa (30%) al tratto prossimale Conclusioni: pervietà stent coronarico precedentemente impiantato su IVA prossimale 21-23/04/2008: TOMOSCINTIGRAFIA MIOCARDICA (SPET) DOPO STIMOLO/RIPOSO Il test da sforzo è stato condotto fino al IV stadio del protocollo di Bruce con raggiungimento della frequenza cardiaca di 147 bpm (90% valore massimo teorico) e valori pressori massimi di 210/100 mmHg Analisi globale: ventricolo sinistro di dimensioni conservate Analisi segmentaria: nelle immagini ottenute in condizioni basali si documenta difetto di captazione del tracciante di perfusione in corrispondenza dell'apice, della regione inferiore e del segmento medio-apicale della regione antero-settale Dopo prova da sforzo evidenza di incremento del difetto di captazione del tracciante di perfusione in corrispondenza dell'apice, della regione inferiore, del segmento medio apicale della regione antero-settale e del segmento basale della regione infero-settale Conclusioni: quadro scintigrafico indicativo di quota di tessuto miocardico necrootico in corrispondenza dell'apice, della regione inferiore e del segmento medio-apicale della regione antero-settale con evidenza di ischemia residua da sforzo omo-sede ed etero-sede (segmento basale della regione infero-settale) 23/04/2008: ECG sotto sforzo Conclusioni: Esercizio muscolare, non angor o equivalenti, buona tolleranza all'esercizio, non aritmie, non alterazioni ST-T diagnostiche per RRC. Test condotto in terapia con ASA e Cordarone negativo per RRC ad alto carico Il mio cardiologo mi ha tranquillizzato dicendo che non c'è assolutamente bisogno di fare una nuova coronarografia e, siccome settimana prossima avevo in programma un viaggio a Roma, di farlo tranquillamente. Mi ha solo ricordato di non fare sforzi eccessivi. Eventualmente verrà cambiata la mia cura medica (ora prendo solo 1 cps/g di cardioaspirina e 1 cps di cordarone per 5gg su 7) ma solo dopo la visita cardiologica di routine fissata per il 13 maggio. Lei cosa ne pensa? Mi devo preoccupare o posso stare relativamente tranquillo? Scusate nuovamente per la lunghezza della domanda ma voglio che abbiate tutti i dati per rispondermi con maggiore precisione. Grazie per l'attenzione, cordiali saluti
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Il referto fondamentale, in questo caso, è quello della scintigrafia miocardica da sforzo che dimostra che, durante attività fisica, peraltro piuttosto intensa (90% della frequenza massimale), una certa zona del cuore va incontro a ischemia (cioè ridotto apporto di sangue). L’indicazione a ripetere la coronarografia, in questi casi, dipende essenzialmente da due elementi: 1. il carico a cui viene evidenziata l’ischemia (è intuibile che la stessa ischemia ha un significato diverso se avviene dopo pochi secondi di pedalata oppure dopo vari minuti); 2. l’estensione della zona ischemica rilevata dalle immagini scintigrafiche. Il suo cardiologo avrà certamente valutato questi parametri.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare