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18-11-2007

Etiologia delle vaginiti

Salve è un anno ormai che soffro di bruciore vaginale,a volte è davvero terribile,sono andata da una ginecologa che mi ha prescritto antibiotici,ovuli ecc ma non ho risolto nulla;sono andata da un ginecologo privato che mi ha detto che ho la candida mi ha prescritto Diflucan 1compressa al giorno per 3 giorni e poi una compressa a settimana per tre settimane,poi 2ovuli di sertagin,miclast crema per una settimana,poi dopo il ciclo per 3 mesi dovevo mettere normovagin 1ovulo a sera per 3 sere,ma dopo 2 mesi ci risiamo con il bruciore terribile.Sono andata dal ginecologo e mi ha dato la stessa cura,la sto facendo,èpassata già una settimana,ma continuo ad avere il bruciore,non ne posso proprio più,non so che fare,sono disperata.Grazie,Francesca
Filippo Dall'Orto
Risposta di:
Filippo Dall'Orto
Risposta
Gentile Signora, il bruciore ai genitali è generalmente dovuto ad una vulvovaginite, cioè ad una infiammazione della vagina e dei genitali esterni. L'etiologia dell'infiammazione può essere varia, anche se la causa più frequente sono le infezione batteriche, virali o micotiche. Quando vi sono segni evidenti per fare una diagnosi, come le vescicole nell'herpes, o le secrezioni simil-caseose nella candidosi (che si associa tipicamente anche al prurito) o le perdite verdastre schiumose nella tricomoniasi, si può anche cominciare a somministrare una terapia, dopo avere tuttavia effettuato un esame microsocopico ed un tampone per esame colturale, per una successiva conferma diagnostica. Nei casi in cui invece il bruciore è l'unico sintomo e soprattutto quando la sintomatologia è ricorrente e refrattaria alla terapia, gli esami sopra citati sono indispensabili per confermare l'eventuale presenza di microrganismi e avere un antibio- o anti-micogramma, che consenta di effettuare una terapia farmacologica mirata. Vi sono tuttavia alcune forme di vulvite in cui gli esami batteriologici sono negativi e che possono essere provocate da stimoli irritativi di tipo fisico (assorbenti o pantaloni stretti per esempio) o da fenomeni di sensibilizzazione a detergenti per l'igiene intima o agli stessi farmaci. Queste forme richiedono la rimozione delle possibili cause (sospensione delle terapie antibiotiche, utilizzo di assorbenti ipoallergenici, evitare gli indumenti stretti o colorati), l'eliminazione di alcuni comportamenti errati ( lavarsi troppo spesso e con detergenti aggressivi) e l'impiego di preparati lenitivi, ricostitutivi ed eventualmente di cortisonici. Risposta a cura del Dott. Francesco Guida, Dirigente Medico U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia, A.O.R.N. "A. Cardarelli" -
TAG: Ginecologia e ostetricia | Organi Sessuali | Salute femminile
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