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04-10-2006

Gentilissimi dottori, mia madre ha contratto anni

Gentilissimi dottori, mia madre ha contratto anni orsono intorno ai 45 anni, il virus della epatie B la quale nel tempo è cronicizzata. Periodicamente effettua dei controlli che presentano un andamento altalenante: riporto qui di seguito i risultati degli ultimi due controlli eseguiti:
21/06/2006 GOT 50 U/L (MAX 45)
ALT 47 U/L (MAX 46)
YGT 81 U/L (MAX 35)
FERRITINA 209 ug/L (MAX 300)
23/09/2006 GOT 68 U/L
ALT 60 U/L
YGT 120 U/L
FOSFATASI ALCALINA 271 U/L (MAX 260)
FERRITINA 303 ug/L .
Alla luce di tali risultati vorrei cortesemente sapere:
1) Mia madre potrebbe contaggiare qualcuno con il suo sangue?
2) Quale terapia è consigliabile ?
3) Quale regime alimentare (tipologia di alimenti) dovrebbe seguire un portatore di epatite cronica?
4) Da cosa dipende l' accumulo di ferritina nel fegato? Quali cibi (come verdure) dovrebbe evitare per limitarne il deposito? Ma soprattutto sono neccessari i salassi come rimedio o esistono altre cure? Vogliate scusarmi per la complessità della mia domanda, ma ho bisogno di risposte che pur se a carattere indicativo mi aiutino ad avere un quadro più chiaro della situazione. Cortesemente ringrazio.
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
Risposta
La probabilità di trasmissione dell’infezione dell’epatite B dipende dalla presenza, e dalla carica virale, del virus in circolo e non dai valori delle aminotransferasi. Pertanto la contagiosità si può verificare solo dopo avere eseguito il test HBV-DNA sierico quantitativo in PCR. Anche la terapia è strettamente dipendente dal test HBV-DNA, in quanto se quest’ultimo è negativo, allora non si prenderà in considerazione alcuna terapia. Il regime alimentare consigliato è, in assenza di particolari ulteriori problemi clinici, quello regolare, escludendo solo la assunzione di bevande alcoliche. L’accumulo di ferritina può dipendere dalla malattia epatica cronica stessa oppure da una condizione patologica da accumulo di ferro nell’organismo e che prende il nome di emocromatosi. Quest’ultima può essere verificata con l’ausilio di appositi esami clinici e genetici. La dieta ha un valore del tutto relativo per limitare l’accumulo di ferro e la cura è limitata ai casi che rientrano nella emocromatosi.
TAG: Epatologia | Fegato | Gastroenterologia | Medicina interna
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