Ho 29 anni e da circa 10 anni mi vengono periodicamente in seguito a piccole "sfreddature" (3 volte l'anno in media) degli stati febbrili, emicranie, insieme a forti dolori intercostali ACCOMPAGNATI dal ritmo cardiaco. Per fare un esempio se facevo una rampa di scale, alla fine dello sforzo sentivo aumentare il battito cardiaco con delle fitte... Leggi di più molto forti. Non riuscivo quasi mai a trovare sul letto una posizione ideale che mi desse sollievo a tale percezione (solamente AULIN mi dava sollievo). Dopo 1 settimana di febbre non avvertivo più nessun dolore e continuavo a fare una vita normale. Per così lungo tempo ho trascurato questi stati febbrili ciclici e ripetitivi. Nell'ultimo ciclo le cose sono fortemente peggiorate. Da un ecocardiogramma mi hanno diagnosticato una Pericardite cronica, con lieve-moderato versamento pericardico, con segni di organizzazione-strie bianche-a livello della parete posteroinferiore. Il versamento è globale. Mi hanno dato una cura di Cortisone per circa 1 mese. In questi giorni molte mie certezze mi sono venute meno e sono un po allo sbando. Vorrei farle qualche domanda: 1) Se l'Infezione regredisce con il cortisone, potrò continuare a fare la mia solita vita e il mio solito lavoro o sarò un soggetto a rischio per sempre, e dovrò cambiare il mio stile di vita fatto di sport, lavoro in laboratorio, lavoro in ufficio con condizionatore et.? 2) Se l'infezione non regredisce con la cura di cortisonici, vuol dire che l'infezione è di origine batterica? è bene prendere cortisone e antibiotici insieme in un un unico ciclo? 3) Come un ragazzo di 20 ANNI (all'epoca dei miei primi dolori) può essere affetto di ARTRITE REUMATOIDE? su ogni statistica medica i fattori di rischio sono esclusivi sopra i 30 anni, ed io sono un soggetto che ha avuto i primi sintomi 10 anni prima. Non entra di diritto il fattore genetico? 4) Io non ho una cultura medica (per questo sono qui) ma da ogni rivista scientifica che ho consultato la pericardite entra di diritto nelle patologie legate all'ARTRITE REUMATOIDE, una malttia grave che abbassa di dirittto il tenore di vita del paziente e la sua longevità. Nella scoperta della diagnosi queste informazioni mi sono state tenute nascoste, facendomi anzi intendere che il decoroso non è privo di ostacoli, ma non difficile, completo e senza ricovero ospedaliero. Perchè questa differenza di vedute tra diversi medici? Forse sono apparso troppo precipitoso ma ho 29 anni avevo una vita sana e sportiva e ho avuto un impatto difficile con la diagnosi. Se lei potesse almeno in parte chiarire alcune perplessità le sarei infinitamente grato. Grazie in anticipo. Michele.