18-07-2016

Iperestesia Cutanea, fitte, bruciore e sospetto Herpes Zooster

Salve, vi contatto in quanto è dall’inizio di febbraio che entro ed esco dagli ospedali senza una valida soluzione. Tutto è cominciato durante una notte senza una rilevante causa, ho accusato un forte dolore alla base della scapola SX che si è irradiato dall’ascella al seno con iperestesia, un bruciore continuo alternato a delle fitte e una sensibilità cutanea al punto di non poter indossare neanche una semplice canottiera di cotone. Non riuscivo più a sopportare niente a contatto con la pelle. Giunta al pronto soccorso mi hanno rimandato a consiglio del medico di famiglia che ha sospettato il Fuoco di S.Antonio, mi ha immediatamente somministrato gli antivirali e prescritto il Lyrica 2 cp al giorno e tachipirina ogni 6h in attesa dei risultati degli esami, che si sono rivelati negativi : Anticorpi anti varicella igG 400 Mui/ml – Anticorpi anti varicella IgM 0.04 densità ottica.
Nonostante la terapia prescritta dal medico curante il dolore è persistito aumentando, facendomi tornare al pronto soccorso il quale ha aggiunto alla terapia il Contromal 20ggt fino a 2-3 volte al giorno. Il dolore una volta attenuato dopo poco tornava più violento, le fitte sono state capaci di piegarmi letteralmente in due.

Nel giro di poche settimane la mia vita ha avuto un crollo, stanchezza continua, difficoltà a dormire e a condurre una vita normale in quanto non riuscivo più a tenere indosso qualsiasi indumento. L’unica cosa che mi ha dato sollievo è stato un panetto di burro congelato, posato direttamente sulla parte sensibile e dolorante e nonostante fosse febbraio non accusavo il freddo in quella zona, tutt’altro il freddo mi faceva stare bene. Dopo un mese dal primo sintomo ho effettuato una visita con uno specialista della terapia antalgica, il quale mi ha diagnosticato una nevrite post-erpetica e ha deciso di trattare il caso con: Versatis 5% ogni 12h, Lyrica 2cp al giorno, Targin 2 cp al giorno, Laroxyl 5ggt tre volte al giorno, Lipoase forte una bustina la sera, Baclofene Mylan 1 cp la sera e, tachipirina ogni 6h. Ho seguito la terapia per più di un mese, destabilizzandomi. Ero continuamente assente mentalmente e capace di addormentarmi da un momento ad un altro, incapace di compiere le azioni più semplici a causa dei continui capogiri e come se non bastasse notavo che la vista iniziava a diminuirmi giorno dopo giorno e aumentavo di peso in modo consistente.
Ho fatto riferimento più e più volte che non riuscivo a sopportare la terapia, con il risultato di sentirmi dire: “Non c’è altro modo, dobbiamo continuare ancora così”. Ammetto che il dolore si era abbassato ad una soglia sopportabile e anche la sensibilità, ma io non riuscivo più a sostenere quel numero di medicinali.

Ho contattato un altro medico, che mi ha immediatamente sospeso quella terapia, il Targin ho dovuto diminuirlo lentamente, ha mantenuto il Laroxyl e sostituito il resto con il liposom forte intramuscolare. A distanza di un mese esatto ho sostituito l’ultimo medicinale citato con il Mionevrasi sempre intramuscolare e aumentato il dosaggio del Laroxyl a 7gtt per due volte al giorno e 10gtt prima di dormire. Nonostante la continua assunzione di medicinali il problema è persistito, con giorni migliori e altri peggiori fino al 04/07/2016, dove ho avuto un crollo totale, il dolore è tornato violento le fitte insopportabili insieme all’iperestesia cutanea. Sono stata portata nuovamente al pronto soccorso, la pressione a causa del dolore è salita a 165/112, mi hanno trattata con tre flebo, Valium, Contromal e Toradol e trasportata urgentemente al centro della terapia del dolore. I medici che mi hanno visitata avrebbero voluto intraprendere la stessa medesima cura che io non sono riuscita a tollerare, rispondendomi che senza l’uso di farmaci oppiacei con un dolore come il mio non si sarebbe facilmente risolto. Mi sono opposta e mi hanno prescritto in aggiunta alla terapia del Laroxyl e il Mionevrasi il Transtec 35 cerotto da cambiare ogni 3 giorni e il Tiobec 1 cp al giorno.
Ho effettuato tutti gli esami del sangue di routine e si sono dimostrati nella norma senza valide alterazioni, un’ecografia alla spalla il quale unico sospetto è stato l’osso della scapola che invece di essere arrotondato si è dimostrato appuntito ed infine ho fatto anche una risonanza magnetica rachide cervicale e rachide dorsale dal quale non è emerso niente di significante a giudizio medico. – RM Rachide Cervicale: Perdita della fisiologica lordosi cervicale. Iniziale disidratazione del disco intersomatico C3-C4. Iniziale bulging discale in C2-C3 con minima impronta sulla superficie ventrale del sacco durale ma senza evidenti segni di conflitto radicolari bilateralmente. – RM Rachide Dorsale: Modesto Bulging postersiore in D5-D6 senza evidenti segni di conflitto radicolare bilateralmente.

Arriviamo ad oggi 12/07/2016, i sintomi sono gli stessi, più lievi e sopportabili forse perché estenuata e stanca ho iniziato a conviverci in un modo o nell’altro. Mi ritrovo con 12kg in più dall’inizio di febbraio, da 60kg sono passata a 72kg e iniziano decisamente a pesarmi sulle gambe. Non ho una vera e propria diagnosi, i dottori che ho consultato sono di pareri contrastanti tra di loro chi pensa sia una nevrite post-erpetica chi direttamente il fuoco di S.Antonio, nonostante gli esami rivelino in contrario. Non so più come muovermi, chi consultare e con l’arrivo del caldo tutto è meno sopportabile, il sole sulla zona sensibile aumenta di intensità e bruciore ed ho sollievo solo con docce fredde o l’acqua del mare gelata ma dalla quale devo fuggire velocemente a causa dei raggi solari. Vorrei tornare a vivere una vita normale a riprendere i miei ritmi e la vita sociale. A 25 anni mi ritrovo reclusa in casa e ad uscire solo a tarda serata quando l’aria è più fresca. Chiedo anche un vostro parere, perché io non so più cosa fare e mi ritrovo letteralmente disperata tra una crisi di pianto e un’altra.
Risposta di:
Dr.ssa Sonia Maria Devillanova Dottore Premium
Specialista in Dermatologia e venereologia e Tricologia
Risposta
Signora, deve girare la domanda ad un neurologo, il dolore post Herpetico non è di pertinenza dermatologica. Cordiali saluti
Dott.ssa Sonia Devillanova
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