05-11-2014

La fatica dei cambiamenti

Salve,sono mamma di una bambina di 6 anni,da quasi 2 mesi frequenta la prima elementare. Fino a poche settimane fa nessun problema,a parte qualche capriccio perché al ritorno a casa non voleva tornare col pulmino e l'ho sempre accontentata andando a prenderla io. Adesso ha deciso che anche per accompagnarla devo essere io, per paura di qualche trauma ho deciso di soddisfare la sua richiesta! Ma nemmeno questo sembra bastare;i suoi pianti durano giorni interi,le sue domande si ripetono ogni 5 minuti(del tipo: " domani mi accompagni?" Ma mi vieni a prendere?" "Mi fai uscire prima?" " Ma allora me lo hai promesso vero?" E così via..)...Non so più come interagire con lei perché se sono troppo dolce le sue richieste sono più insistenti,se invece mi pongo in modo più rigido si chiude a riccio!Ci tengo a specificare che non ha nessun problema nell'apprendere,anzi da quello che mi ha riferito l'insegnante è una bimba molto intelligente che riesce anche ad aiutare amici che restano un po' indietro,infatti sa anche quasi leggere, al dire della maestra è solo un po' "chiacchierona" e per questo a volte viene richiamata o messa in castigo!Da più giorni mi preoccupa il suo atteggiamento perché non solo ha perso l'appetito ma anche la sua vivacità,nel suo sguardo si nota solo tanta tristezza... Come posso aiutare la mia piccola?
Risposta di:
Dr. Mauro Savardi
Specialista in Psicologia clinica e Psicologia e Psicoterapia

Buonasera
ogni comportamento ha generalmente almeno un doppio messaggio, quello letterale o esplicito connesso principalmente con il senso della richiesta (Non fare da sola? Riconfermare costantemente la vicinanza?) e quello meno esplicito maggiormente connesso con lo stato emotivo soggiacente di sua figlia, che viene rappresentato dalle richieste esplicite (Paura? Timore? Ansia?).
Oltre a questi aspetti connessi con la lettura del bisogno che sua figlia esprime, potrebbe considerare come risuonano dentro di lei (genitore) da un punto di vista emotivo e soprattutto perché risuonano in un certo modo. Questo secondo aspetto è importante, forse anche più del primo in quanto direziona conseguentemente il suo modo non solo di rinegoziare le richieste di sua figlia, ma il modo in cui lei, da genitore, riesce o meno a tollerare le frustrazioni dei limiti. In tutto questo potrebbe esserle d’aiuto la consulenza di una terza persona (psicologo).