buongiorno, sono un 60enne, sposato da 35 anni. Fino a 19 anni fa il mio matrimonio era felice, con due magnifici figli, e senza problemi sostanziali.Mia moglie , di 55 anni, ha sempre avuto una personalità forse strana, nel senso che è assolutamente priva di senso del'umorismo, come lo si intende comunemente, ma disponeva di una carica di gioia di... Leggi di più vivere da incantare chiunque la conosceva. Non ha mai capito una barzelleta, ma le sue risate, immotivate ma contagiose, hanno sempre fatto la gioia di tutti.Circa dieci anni fa, ha avuto un mutamento drammatico; ha cominciato a nutrire sospetti sulle maldicenze sul suo conto, che a suo dire venivano propalate da alcune amiche, e poi da mia madre, con la quale aveva sempre avuto uno splendido rapporto.La cosaa è degenerata fino a farle interrompere i rapporti con i "colpevoli", ed a dare a me la colpa per non fare niente per "mettere a posto le cose".Preciso che qualche anno prima aveva iniziato a frequentare un club di AA, per una lieve dipendenza dll'alcool, non grave, perchè ubriaca non lo è mai stata, ma vissuta come una sconfitta personale.Dopo tre giorni dall'inizio della frequenza, ha smesso qualunque tipo di alcool, ed a oggi non ha mai più bevuto nulla, ed aveva intessuto bellissimi rapporti con gli altri partecipanti al club.Anche loro, al momento del tracollo, erano entrati nel tritacarne dei maldicenti, chi più chi meno.Dopo un periodo di incertezza, ero riuscito a capire che si trattava di problemi psichici, e l'avevo convinta ad andare da una psicologa ed uno psichiatra, quest'ultimo molto preparato.Le aveva somministrato risperidone in pastiglie, e poi lo zyprexa, ma senza apprezzabili risultati, e dopo qualche anno, non ha più voluto saperne, di psichiatra e di pastiglie.Nel frattempo la psicosi si era estesa ad amici da sempre, ed a vicini di casa, ed in pratica a chiunque ci avvicinasse, con gravi conseguenze sui nostri rapporti sociali. Sono stato fermato per la strada da vicini di casa allarmati per le scenate fatte con lo immenso stupore.Nel frattempo mia madre era morta, e l'ostilità si è trasferita sul suo ricordo, e talvolta anche nei miei confronti che non ero riuscito a farla smettere di maldicere.Ho contattato lo psichiatra di allora, e, pur senza il suo accordo formale, ho iniziato a somministrarle surrettizziamente, nel caffè del mattino, risperidone in gocce, in ragione di 1 mg, giornaliero.Dopo tre settimane circa, ho riscontrato significativi miglioramenti, nel senso che non ci sono state più manifestazioni violente di intolleranza, tipo scenate, pur sempre in presenza di sorda ostilità nei confronti dei colpevoli.Ora è passato un anno, ed ho continuato " la cura", la dose è sempre la minima, 1 mg o anche meno, ed i miglioramenti, ancorchè lievi sono continuati, sia pure in modo alterno.Mi chiedo, o vi chiedo, se la cura va continuata, e per quanto, per nuovi miglioramento, e/o se il delirio verrà rimosso, consentendo una ripresa piena della vita sociale, di fatto interrotta o molto limitata da allora.Ove possa aiutare, faccio presente che i disturbi sono più o meno coincisi con ll'inizio della menopausa, anche se lo psichiatra non ha dato importanza alla cosa.Grazie